LUGANO – Dell’ultimo atto del pasticciaccio Burgarella il Municipio di Lugano discuterà soltanto nella seduta ordinaria di giovedì prossimo. Non c’erano i margini per una riunione straordinaria. D’altra parte, non c’era nemmeno una grande urgenza.Il problema è: che fare dopo la sentenza con cui il Servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato ha reintegrato Claudia Burgarella nella sua funzione di event manager del LAC. Il parere giuridico del Servizio ricorsi, scaturito dal ricorso della 34enne contro la decisione del Municipio di revocare la sua nomina per mancanza di alcuni requisiti richiesti dal bando di concorso, è stato avallato dal presidente del Governo, Manuele Bertoli, che ha trasmesso la decisione alle parti. Era una decisione quasi scontata, alla quale quasi certamente il Municipio non si opporrà appellandosi al Tribunale amministrativo: quasi sempre infatti, in casi del genere, viene concesso l’effetto sospensivo, che il legale di Burgarella aveva appunto richiesto. La prassi delle varie istante giuridiche è proteggere la “parte più debole”, quindi il dipendente, in questo tipo di vertenze. In altre parole, la 34enne rimarrà in carica e dovrà quindi essere stipendiata come event manager fino a che il Consiglio di Stato deciderà nel merito del suo ricorso contro l’annullamento della nomina. A questo punto però il Muncipio chiederà a Burgarella di tornare al lavoro (probabilmente al LAC), lavoro che ha lasciato a fine marzo scorso, termine stabilito dal Municipio per il suo incarico quale event manager. In contemporanea la 34enne aveva presentato ricorso contro l’annullamento della nomina e rifiutato la proposta formulata dall’Esecutivo di restare al LAC per almeno due anni in qualità di “event manager junior”, con un salario ridotto rispetto al ruolo iniziale. La sentenza di merito non arriverà probabilmente prima di un paio di mesi e nel frattempo Claudia Burgarella continuerà il lavoro che aveva iniziato al LAC già nel dicembre scorso, anche perché tra pochi mesi ci sarà l’inaugurazione del Polo culturale e il tempo stringe.Bisognerà poi capire piuttosto come il Municipio intenderà uscire dal ginepraio se il Consiglio di Stato dovesse annullare la revoca della nomina di Burgarella, reintegrandola in modo definitivo nel ruolo che le fuassegnato poco prima di Natale. In quel caso si potrebbe avviare una causa,ricorrendo al Tribunale amministrativo, ma con il rischio di restare in ballo un anno o due… Insomma, il pasticciaccio è ben lungi dall’essere risolto. emmebi