“La posta è troppo importante per lasciare che sia decisa da alti funzionari, nel più assoluto silenzio”, i Verdi chiedono quindi che si passi da Parlamento e popolo “prima di aprire un settore strategico al dumping e alla concorrenza al ribasso”

BELLINZONA – I Verdi prendono posizione sull’esternalizzazione dei servizi di anestesia, tramite la neocostituita Hospita, delle cliniche del Gruppo Genolier. Una prima ticinese che desta “grande preoccupazione e profonda inquietudine” per il ruolo giocato dal Consiglio di Stato, che ha scelto di avallare l’iniziativa del colosso sanitario.
Preoccupazione perché si tratta dell’esternalizzazione di un servizio ospedaliero di base. “Un precedente storico allarmante, che implica, tra l’altro, il pericolo che anche nel settore medico e infermieristico ospedaliero si spalanchino le porte al dumping. Per non parlare della possibilità che tramite decisioni di questo tipo si aggiri la moratoria sugli studi medici”.
I Verdi si indirizzano poi al DSS per le modalità con cui ha promosso questa decisione: “nelle segrete stanze, alla chetichella e nell’imminenza del rinnovo dei poteri cantonali, in maniera del tutto irrituale, inopportuna, e che si presta a sospetti che un Governo non dovrebbe assolutamente alimentare, soprattutto trattandosi di rapporti pubblico-privati di un business dove diversi rappresentanti politici hanno un ruolo di peso”.
Importa, aggiungono, “sapere qual è la posizione del governo in merito alla possibilità che l’outsourcing a Hospita non sia che il primo di molti passi simili che potrebbero avere conseguenze molto serie sulla qualità delle cure e della medicina nel cantone. In futuro potremmo infatti assistere, considerata la mancanza di regole, a un fiorire di società private, magari con filibustieri provenienti da oltre frontiera, che si prendono a carico servizi di base di cliniche private che soggiacciono alla pianificazione ospedaliera e alla LAMAL. Una nuova giungla senza alcun controllo”.
I Verdi, conclude la nota, “ritengono che una decisione che crea un tale precedente non possa essere presa dal governo da solo e alla chetichella e reclamano un sollecito e tempestivo passaggio parlamentare e una approfondita discussione anche nel paese, eventualmente anche tramite voto popolare. La posta è troppo importante per lasciare che sia decisa a livello di alti funzionari e direzione del dipartimento, nel più assoluto silenzio, considerato che in questo periodo membri del governo hanno sentito il bisogno di comunicare su ogni tipo di questione, anche di importanza molto relativa”.