POLITICA E POTERE
Elezioni 2015, parlano gli sconfitti. Jelmini: "Risultato deludente". Savoia: "Abbiamo perso: mio mandato di coordinatore a disposizione"
I presidenti di PPD e Verdi esprimono la loro delusione per il risultato ottenuto dai rispettivi partiti. Saverio Lurati: "Avremmo voluto crescere, ma di fatto abbiamo perso"
BELLINZONA – Amarezza e delusione nella parola degli sconfitti di questa tornata elettorale. In particolare di questo pomeriggio dedicato ai risultati del Gran Consiglio. Il PPD ha lasciato sul campo due seggi parlamentari.“È un risultato deludente – dichiara il presidente Giovanni Jelmini - e molto lontano dagli obiettivi che ci eravamo prefissati a inizio campagna. È troppo presto per fare una valutazione definitiva: bisognerà capire esattamente i motivi per cui abbiamo subito un’erosione di consensi e una perdita di deputati in Gran Consiglio nonostante lo spessore e la qualità dei candidati che abbiamo proposto per Governo e Parlamento". "Molto probabilmente – aggiunge il presidente PPD - anche in questa occasione paghiamo la polarizzazione della sfida elettorale tra Lega e PLR che ha attirato su di sé l’attenzione di media ed elettori. Forse ha giocato anche il fatto che dopo una partenza a spron battuto nell’ultimo mese c’è stata una sorta di rilassamento che ha ulteriormente ridotto l’attenzione sul nostro partito e i nostri candidati”. "Abbiamo perso e facciamo i complimenti a chi ha vinto", esordisce il coordinatore dei Verdi Sergio Savoia. La tornata elettorale è stata assai deludente per gli ecologisti che perdono un Gran Consigliere, l'uscente Claudia Crivelli Barella, a fronte di ben altre ambizioni. "In politica ci sono anche le sconfitte non sono le vittorie. Fino ad adesso sotto la mia presidenza non avevamo mai perso. Ora è successo e dobbiamo prenderne atto. Mi lasci comunque ringraziare le migliaia di ticinesi che mi hanno testimoniato la loro stima e il loro affetto attraverso il voto personale che, come per le elezione del Consiglio di Stato, è stato davvero notevole". I Verdi, aggiunge Savoia, si ritroveranno giovedì per analizzare la sconfitta. "Secondo me – spiega il coordinatore -quando si perdono le elezioni rimettere il mandato è un atto dovuto. E io lo farò davanti al mio comitato cantonale che potrà quindi valutare la situazione, discutere e decidere liberamente. Se il partito non desiderasse le miei dimissioni devo ancora valutare io se rimanere e per quale progetto. Vedremo". E in serata è giunta anche una presa di posizione da parte del Partito socialista, che ha perso un seggio in Parlamento: "No, non siamo soddisfatti. Avremmo voluto crescere, ma di fatto abbiamo perso. Non molto, ma abbiamo perso. E abbiamo sufficiente onestà intellettuale per ammetterlo. Così come siamo stati onesti con i nostri elettori quando non abbiamo raccontato frottole né fatto promesse impossibili da mantenere. Non prendiamo nessuno per stupido"."Del resto – si legge ancora nella nota firmata da Saverio Lurati - sapevamo di trovarci in una condizione difficile. Il tormentone di questa campagna è stato l'espulsione dei Socialisti dal Governo. La demonizzazione sistematica delle nostre idee e delle nostre proposte per farci fuori. In queste condizioni, un risultato sostanzialmente stabile della Sinistra non è del tutto insoddisfacente. Ma di fatto è cresciuta la Destra, intesa come quell'insieme di partiti che ormai, senza distinzioni se non superficiali, desidera un Ticino agli antipodi dei nostri valori. Prendiamo atto dello spostamento verso Destra dell'elettorato, ma in questa Legislatura continueremo a lavorare nell'interesse di tutti, promuovendo i nostri princìpi, le nostre idee, i nostri progetti".
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