POLITICA E POTERE
Il j'accuse di don Feliciani contro il Mattino: "Leghisti onesti, distanziatevi dalla volgarità. Anche durante il fascismo tutti votavano il Duce!"
Durissima omelia dell'arciprete di Chiasso, che si appella a Gobbi e Zali: “Mi aspetto che dicano apertamente: non ci riconosciamo nello stile del Mattino. Torniamo a una democrazia basata sul rispetto"

CHIASSO – Sono parole che sicuramente non cadranno nel vuoto. Parole severe, dure, quelle pronunciate ieri durante l’omelia dall’arciprete di Chiasso, don Gianfranco Feliciani. Durante la messa domenicale – lo riferisce in un trafiletto il Corriere del Ticino - ha tracciato la sua analisi del voto del 19 aprile. E ancora una volta ha puntato il dito contro il Mattino. Non tanto contro la Lega, ma contro il suo organo di stampa. “Non capisco coloro che entrano in chiesa con il Mattino ed hanno consentito alla Lega di diventare il primo partito del Cantone. Una formazione politica che pubblica un giornale in cui non manca mai la volgarità”.

“Il Mattino ha fatto della volgarità e dell’insulto uno stile politico – dice il sacerdote a liberatv -. La democrazia non è solo una questione di numeri – ricordiamoci che durante il fascismo votavano tutti per il duce -, ma anche e soprattutto di valori. Nessuno, però, ha il coraggio di parlare. Ieri ho semplicemente cercato di fare il punto su una situazione che ritengo intollerabile: i leghisti esultano perché sono il primo partito. Io dico loro che oltre a esultare dovrebbero anche riflettere”. 

Molti, come i consiglieri di Stato, dicono: ma noi siamo onesti, prosegue l’arciprete. “Ma se sono onesti mi aspetto che prendano le distanze dai toni e dal linguaggio del giornale che ha contribuito alla loro rielezione. Quando i terroristi islamici fanno cose orribili noi pretendiamo che i musulmani moderati prendano le distanze e si dissocino dalle atrocità. Ecco, vorrei che i leghisti onesti, e ne conosco molti, dissentissero, si distanziassero dal Mattino. Ho scritto ad alcuni militanti della Lega che conosco dicendo: ti ammiro ma vorrei che tu prendessi le distanze. Non ho ricevuto risposta”.

Don Feliciani auspica il ritorno a “una democrazia basata sui valori e sul rispetto. Il Mattino non riflette soltanto la società in cui viviamo: in questi anni ha anche contribuito al degrado dei suoi valori, facendo dell’insulto e dell’attacco alle persone un’arma politica. Altro che esultare per la vittoria elettorale: qui c’è da chinarsi su una società malata”.

Infine, rivolge un appello a Norman Gobbi e Claudio Zali: “Mi aspetto che dicano apertamente: non ci riconosciamo nello stile del Mattino. Far finta di nulla è un atteggiamento un po’ ipocrita. C’è troppa disinvoltura sul clima di intimidazione generato dal Mattino. Su di me dicano quello che vogliono, che non rispetto i risultati delle urne, ma io parlo. Perché credo che adesso la Lega dovrebbe dimostrare maturità politica e pretendere una ‘purificazione’ al proprio interno”.

Marco Bazzi

 

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