Da ieri chi chiede un permesso B (dimora) o G (frontalieri) è tenuto a presentare anche il ‘certificato dei carichi pendenti’

BELLINZONA – Nuovo giro di vite del Dipartimento di Norman Gobbi per evitare che il Ticino diventi terra di rifugio per criminali o pregiudicati. Per ottenere un permesso di dimora o di frontaliere non ci vuole più solo l’estratto del casellario giudiziale: da ieri infatti, come scrive LaRegione, gli stranieri che in Ticino chiedono la concessione oppure il rinnovo di un permesso B (dimora) o G (frontalieri) sono tenuti a presentare anche il ‘certificato dei carichi pendenti’. Un documento che attesta se nei confronti di chi chiede il permesso sono aperti procedimenti penali. “Per il momento la misura riguarda solo loro perché sappiamo che l’Italia rilascia il documento in questione – ha spiegato a LaRegione Attilio Cometta , capo della Sezione della popolazione –. Se dalle verifiche che stiamo facendo emergerà che anche altri Stati dell’Ue e dell’Aels lo rilasciano, estenderemo l’obbligo ai cittadini di quei Paesi”.
Dal 2 aprile, in seguito alla rapina di Novazzano, il ministro Gobbi aveva ordinato una stretta di vite: l’autocertificazione non è più sufficiente per gli stranieri che chiedono un permesso: occorre il certificato penale generale del casellario giudiziale, che riporta eventuali condanne definitive. Da ieri c’è anche l’obbligo dei “carichi pendenti”.
Red