Giovedì sarà inaugurata l'esposizione universale. Intervista al Delegato per il Ticino: "Il padiglione della Svizzera è pronto in ogni minimo dettaglio. Il Ticino avrà una presenza dignitosa grazie ai privati. E sulla presenza dei ministri dico che..."

Mancano ormai poche ore all'inaugurazione dell'Expo di Milano. Giovedì primo maggio aprirà infatti i battenti l'esposizione universale milanese. Un'esposizione segnata da grandi attese e da enormi polemiche: di qua e di là del confine. Luigi Pedrazzini, delegato Expo per il Ticino, come vive questi ultimi frammenti di vigilia prima che la manifestazione cominci?
"Personalmente non sarò presente il primo maggio perché avevo preso altri impegni da tempo. Sono stato però recentemente a Milano per ritirare i locali che ospiteranno i quattro cantoni del Gottardo. E posso già dire che la Svizzera farà bella figura perché il nostro Padiglione è pronto nel minimo dettaglio. Sappiamo che non sarà così per tutti…ma noi siamo pronti per affrontare l'Expo. E alla fine credo che anche complessivamente questa esposizione universale sarà una successo. L'unica incognita è quella legata alla sicurezza, perché sappiamo i gravi problemi internazionali e le tensioni che attraversano il Mondo ed Expo per sei mesi sarà una delle principali vetrine. Detto questo la Svizzera si presenta come Paese che funziona e che ha una visione su temi come il territorio, l'ambiente e l'alimentazione. Per questo ribadisco che faremo una gran bella figura".
Dica ai ticinesi un buon motivo per recarsi almeno un giorno a Milano per visitare l'esposizione.
"Al di là di come la si pensi questa Expo è comunque una fotografia del pianeta con decine di realtà diverse. Chiaramente si tratta di realtà costruite in funzione dell'esposizione e dunque mostrano la parte migliore dei vari Paesi. Sappiamo infatti che sono presenti nazioni molto povere o che versano in difficoltà e contraddizioni di vario tipo. Ma Expo fornisce un volto diverso a Milano ed è comunque un occasione di scoperta e di confronto fra Paesi diversi. Chiaramente un solo giorno non è sufficiente per visitarla".
E come definire la presenza del Ticino a Milano dopo il referendum e tutte le polemiche che ci sono state?
"Alla fine avremo una presenza dignitosa grazie al Padiglione che abbiamo realizzato con gli altri tre Cantoni del Gottardo e alle giornate speciali che ci vedranno tra i protagonisti. Il merito però, va sottolineato, è dei privati che grazie al loro contributo hanno consentito al Ticino di mantenere gli impegni che erano stati presi prima della votazione popolare. Avrei chiaramente preferito che la presenza del nostro Cantone godesse del consenso del popolo".
In questi giorni si discute anche della presenza dei nostri Consiglieri di Stato a Milano. C'è chi dice che ci andrà con entusiasmo (Manuele Bertoli e Paolo Beltraminelli), chi è dubbioso (Norman Gobbi e Christian Vitta) e chi invece di certo non parteciperà all'Expo (Claudio Zali). Lei cosa pensa della presenza istituzionale del Ticino all'esposizione?
Mi auguro che il Ticino sia comunque presente perché in definitiva se saranno presenti i Governo degli altri Cantoni non vedo perché non dovremmo esserci noi. Penso in particolare all'appuntamento della giornata ufficiale della Svizzera. Non esserci quel giorno sarebbe sbagliato, poi non sta a me giudicare le scelte dei singoli".
In conclusione che bilancio traccia Luigi Pedrazzini di questa lunga e complessa avventura come Delegato di Expo per il Ticino?
"È stata come dice lei un'esperienza complessa, segnata in particolare dal referendum sulla partecipazione del Ticino. Una discussione che in altri Cantoni non c' stata e che, non lo nego, mi ha lasciato un po' di amarezza. Amarezza che per me rimane. Ma alla fine siamo riusciti ad essere presenti comunque in maniera dignitosa".
AELLE