POLITICA E POTERE
Denti rilancia sui conflitti di interesse: "Via i politici dai CdA delle aziende pubbliche: il Ticino esca dal Medioevo"
Il deputato dei Verdi annuncia un'iniziativa parlamentare per il giorno dell'insediamento in Gran Consiglio: " Il ruolo del controllore non può essere quello del controllato. Frena lo sviluppo economico delle nostre aziende"
LUGANO – Un tweet come una promessa per rilanciare una vecchia proposta che piace a tanti, sulla carta, ma a pochi quando si tratta di votarla in Parlamento. Ma chissà che la nuova legislatura e il nuovo Gran Consiglio, questa volta, non riescano a concretizzare il passo. Parliamo di conflitti d'interesse, di politica e aziende statali. Il tutto riassunto nello slogan di sempre: fuori i politici dai Consigli d'Amministrazione delle aziende pubbliche.Franco Denti ci crede. E per questo il Gran Consigliere dei Verdi, sul popolare social network, ha rilanciato la questione. "Come primo atto il giorno dell'insediamento del Gran Consiglio intendo presentare un'iniziativa per realizzare finalmente questo principio di civiltà", ci spiega il deputato ecologista."La proposta – spiega - non è niente di nuovo. È stato uno dei primi atti affrontati dal Parlamento nella scorsa legislatura e tra i primi firmatari c'era Giovanni Jelmini. Ma il Gran Consiglio bocciò la proposta. Nel settembre scorso poi Rocco Cattaneo ha ripreso con decisione questo tema. La gente vuole più trasparenza in politica e forse questa potrebbe essere la volta buona, considerato che anche i grandi partiti di centro sembrano ora disponibili a sostenerla". "Se vogliamo dare un segnale – aggiunge Denti – questa potrebbe davvero essere la volta buona. Spero che alle parole dei presidenti di partito seguano i fatti. Nei CdA delle nostre aziende abbiamo bisogno di gente capace che non abbia conflitti d'interesse. Ora, ad esempio in AET e in BancaStato, non siedono né ministri né deputati. Dobbiamo incoraggiare questa impostazione. Mettiamola come regola". Ma non è solo una questione etica, sottolinea Denti, che sta valutando la possibilità di un intervento anche sulle aziende comunali, come ad esempio l'AIL a Lugano. "Sicuramente i conflitti di interesse creano dei danni concreti anche a livello gestionale. A cominciare dalla presenza dei ministri nei CdA. Il ruolo del controllore non può essere quello del controllato. Frena lo sviluppo economico delle nostre aziende". "Portiamo il Ticino fuori dal Medioevo", conclude in sintesi il Gran Consigliere dei Verdi.
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