Il presidente del Consiglio d'Amministrazione di BancaStato, nell'ambito del Rapporto Annuale e Bilancio Sociale e Ambientale, scatta una fotografia sull'attualità e le prospettive future dell'istituto di credito cantonale

di Fulvio Pelli*
Nel 2014 la Banca dello Stato del Cantone Ticino ha registrato ottimi risultati. I crediti ipotecari sono aumentati di 450 milioni superando i 7,3 miliardi di franchi. I patrimoni in gestione sono cresciuti di oltre 400 milioni e hanno superato i 9,5 miliardi di franchi. L’afflusso di nuovi patrimoni è stato superiore ai 300 milioni di franchi. La Banca ha anche ottenuto un buon risultato operativo, che le ha permesso di compensare senza troppi inconvenienti il costo del piano di prepensionamenti e l’ammortamento di circa metà dell’investimento effettuato per la nuova soluzione informatica. Al netto di questi fattori, l’utile lordo avrebbe mostrato un incremento di poco meno del 20%, attestandosi quasi a 69 milioni di franchi, e l’utile netto avrebbe registrato un aumento di quasi il 40% raggiungendo circa 58 milioni di franchi. Sta quindi iniziando, dopo gli investimenti fatti per migliorare il rapporto fra i costi d’esercizio e i ricavi netti (cost/income), un nuovo periodo di vita della banca.
Al netto dei costi straordinari, che hanno inciso negativamente sui conti per circa 26 milioni di franchi, il cost/income è sceso per la prima volta sotto il 60% (59,1%). L’utile netto, dopo una liberazione di 6,5 milioni di franchi di riserve per rischi bancari generali, è stato di 39 milioni di franchi, in leggera diminuzione dai circa 42 milioni ottenuti nel 2013. Il dividendo versato al Cantone è pari a poco meno 30 milioni di franchi ed è in linea con quello distribuito nel 2013. Buoni anche i risultati di Axion SWISS Bank SA, che ha registrato un ottimo afflusso di nuovi patrimoni pari a 170 milioni di franchi e un incremento dell’utile lordo del 5% raggiungendo 2,6 milioni.
I buoni risultati operativi della Banca sono stati realizzati in un contesto difficile. Oltre ai bassi tassi d’interesse e alle incertezze legate ai mercati finanziari e soprattutto alle condizioni quadro relative all’attività di amministrazione dei patrimoni che hanno pesato negativamente sui ricavi, è importante rilevare che nel corso dell’anno molte risorse dell’Istituto sono state assorbite dalle attività svolte per migrare sulla nuova soluzione informatica denominata BSM (B-Source Master).
Queste attività progettuali, che sono state molto intense in particolare nel 2013 e 2014 e che hanno pesato negativamente sui conti 2014, rappresentano un investimento importante per lo sviluppo della Banca. L’esternalizzazione di alcuni servizi di supporto, i nuovi processi di lavoro, la nuova soluzione informatica e una struttura organizzativa più snella favoriranno infatti un’ulteriore maggiore efficienza operativa e un miglioramento del servizio alla clientela. La maggiore efficienza operativa sarà anche ottenuta con la diminuzione graduale di una sessantina di collaboratrici e collaboratori che hanno aderito al piano di prepensionamenti annunciato nel corso del 2014. Entro la fine del 2017, la Banca dovrebbe così raggiungere il dimensionamento ideale sfruttando le opportunità offerte dalla nuova soluzione informatica e dai nuovi processi di lavoro.
Il raggiungimento di questi obiettivi è importante in quanto permetterà all’Istituto, oltre che a ottenere un’efficienza in linea con le altre banche cantonali, di affrontare al meglio le molte sfide che caratterizzano l’attività bancaria di questi anni. Parlando di sfide è opportuno ricordare che il 2014 è stato un altro anno impegnativo. Oltre alle persistenti instabilità legate al contesto economico e finanziario, alle problematiche inerenti alla controversia fiscale con gli Stati Uniti, vi è da segnalare la procedura di collaborazione volontaria (voluntary disclosure) varata dal Governo italiano, che ha già comportato parecchie spese amministrative per le banche e che causerà nel 2015 una diminuzione dei patrimoni amministrati e dei margini.
La collaborazione volontaria consentirà ai contribuenti italiani che detengono patrimoni all’estero non dichiarati in patria di regolarizzare la propria posizione. La procedura favorirà quindi il rientro di parte dei capitali. I costi di gestione dei capitali dichiarati che rimarranno negli istituti finanziari della piazza aumenteranno riducendo i margini.
Per quanto riguarda il mercato immobiliare è opportuno rilevare che il Consiglio federale, su richiesta della Banca nazionale svizzera (BNS), particolarmente preoccupata dal crescente rischio di bolla immobiliare, ha deciso di intervenire nuovamente raddoppiando dall’1% al 2% il “cuscinetto anticiclico” relativo ai crediti ipotecari.
Considerato che la crescita dei crediti ipotecari erogati dagli istituti di credito non può essere frenata da una politica monetaria restrittiva, in quanto l’aumento dei tassi d’interesse raffredderebbe sì il mercato immobiliare, ma causerebbe anche un rafforzamento del franco svizzero con una conseguente penalizzazione dell’economia d’esportazione, la BNS ha deciso di intervenire direttamente sulle banche aumentando la quota di fondi propri che devono detenere a fronte dei crediti ipotecari erogati.
In un anno di forte crescita nell’erogazione di crediti, BancaStato ha dovuto quindi riservare un’importante quota di fondi propri a tale scopo riducendo i margini di manovra per continuare a sviluppare gli affari. Per evitare di frenare la crescita dei crediti erogati, soprattutto in un momento non facile per l’economia del Cantone, il Consiglio di amministrazione e il Consiglio di Stato si sono accordati per un versamento di 40 milioni di franchi di capitale di dotazione (versando così la totalità dei 130 milioni di franchi di aumento di capitale deciso dal Gran Consiglio nel 2011) e per un’erogazione da parte del Cantone di un credito postergato computabile nei fondi propri di 60 milioni di franchi.
A seguito di tali misure, del versamento ordinario alle riserve legali e della liberazione di riserve per rischi bancari generali, la solidità della Banca, misurata come rapporto tra fondi propri disponibili e fondi propri necessari, è migliorata ed ha superato il 190% (minimo imposto dalla FINMA 140%).
Per quanto riguarda i risultati 2015, vista l’instabilità del contesto economico e le incertezze relative agli effetti della citata procedura di voluntary disclosure, si rivela più difficile che in passato fare previsioni attendibili, soprattutto per quel che concerne l’evoluzione dei volumi commerciali e dei ricavi.
*Presidente Consiglio di Amministrazione BancaStato