POLITICA E POTERE
Il Tribunale amministrativo: "Fuori i sindacati da Palazzo. Le regole imposte dal Governo sono giuste e non ledono la libertà costituzionale"
"Un accesso libero e indiscriminato agli uffici dell'amministrazione per contattare affiliati al sindacato o reclutare dipendenti non sindacalizzat compatibile con gli scopi e l'attività cui gli stabili sono destinati”

BELLINZONA - Il Tribunale amministrativo cantonale, con decisione del 23 aprile scorso, ha stabilito le regole per l’accesso dei sindacalisti e lo svolgimento di attività sindacali all’interno degli stabili dell’amministrazione cantonale. Lo fa sapere oggi il Cantone, spiegando che il TRAM ha respinto il ricorso presentato dal Sindacato svizzero dei servizi pubblici (VPOD) contro la decisione del Consiglio di Stato che regola l'esercizio delle attività sindacali all'interno degli stabili amministrativi.

Con decisione del 29 novembre/21 dicembre 2012, il Governo cantonale aveva notificato alle
associazioni del personale dello Stato che:

1. L'accesso agli stabili amministrativi del Cantone per attività sindacali non è per principio ammesso.

2. La concessione delle sale di riunione dell'Amministrazione cantonale per incontri sindacali con personale dello Stato – da tenersi al di fuori dei normali orari d’ufficio, su temi legati al rapporto di lavoro – è regolata dalla Cancelleria dello Stato.

3. L'affissione di locandine e la distribuzione di volantini e giornali periodici è possibile consegnando il materiale ai Servizi di informazione e ai custodi degli stabili dell'Amministrazione cantonale, che provvederanno all'esposizione.

Motivando la propria decisione, il TRAM sottolinea in particolare che “il diritto di accesso agli stabili – al di fuori del contesto di uno sciopero lecito – non costituisce una prerogativa indispensabile della libertà sindacale garantita dalla Costituzione”, e che il provvedimento adottato dal Consiglio di Stato “tiene in modo più che adeguato conto della libertà delle organizzazioni sindacali di esercitare la propria attività e acquisire nuovi soci, ma anche di quella dei dipendenti che non intendono aderirvi (libertà sindacale negativa) o non desiderano ricevere volantini o giornali poiché non ne condividono le idee”.

“Anche se è destinata a tutelare e promuovere i diritti dei pubblici dipendenti che vi lavorano - si legge nella sentenza - (quella sindacale] è un'attività che persegue finalità diverse, sostanzialmente estranee a quelle svolte dalla pubblica amministrazione all'interno degli stabili erariali”.

Un accesso libero e indiscriminato agli uffici dell'amministrazione per contattare affiliati al sindacato o reclutare dipendenti non sindacalizzati, distribuire volantini o altro materiale informativo, aggiunge il Tribunale amministrativo cantonale, “non appare d'acchito compatibile con gli scopi e l'attività cui gli stabili sono destinati”. 

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