Inizia a movimentarsi il dibattito attorno al voto sulla fusione nel Bellinzonese. Ad opporsi, un gruppo di cittadini di S.Antonino che vogliono “far conoscere l’altra campana di quanto si va dicendo da mesi sui presunti vantaggi dell'aggregazione"

SANT’ANTONINO – Inizia a movimentarsi il dibattito attorno al voto, previsto per il prossimo 18 ottobre, sulla Grande Bellinzona: cominciano infatti a profilarsi i primi no. Con un comunicato odierno è stata annunciata la costituzione, entro l’estate, di “comitato indipendente e apolitico” SI-AMO S.Antonino (“e vogliamo rimanerlo”, aggiunge uno degli slogan scelti).
“Si tratterà di un associazione spontanea in cui saranno presenti cittadini e cittadine che si profilano in varie professioni, associazioni e schieramenti politici. Il gruppo si delinea a favore dell’indipendenza di S. Antonino e contro l’aggregazione del Comune con la “Nuova Bellinzona!” si spiega nel comunicato in cui vengono elencate anche le motivazioni dell’opposizione.
“Riteniamo che il Comune di S. Antonino sia una realtà politicamente ed economicamente sana. Una realtà che ha dimostrato nelle scorse legislature di poter crescere migliorando i servizi e la qualità di vita per i suoi cittadini”. Mentre, aggiungono, “non si vedono vantaggi nell’aggregazione con la “Nuova Bellinzona” e anzi si scorgono soprattutto condizioni sfavorevoli che a medio termine potrebbero risultare penalizzanti! Il gruppo spontaneo si prefigge l’obiettivo di far conoscere a tutti i cittadini di S. Antonino l’altra campana di quanto si va dicendo da mesi sui presunti vantaggi dell’aggregazione”.
Insomma, per il comitato “meglio soli che…”, come recita un altro degli slogan scelti. Ecco quindi i motivi del comitato:
NO perché la qualità dei servizi diminuirà e i costi aumenteranno
S. Antonino gode attualmente di ottimi servizi apprezzati da tutta la Comunità. Con l'aggregazione molti servizi spariranno ed il cittadino si dovrà recare con enorme perdita di tempo in altri posti per ottenere certificati, inoltrare domande di costruzione, richiedere informazioni. Sulla carta tante promesse poi, dopo l'aggregazione, potremo cantare con Mina “Parole, Parole, Parole, soltanto parole…” mentre i costi aumenteranno senza poter dire più niente.
NO perché con l'aggregazione si allontanano i cittadini e soprattutto i giovani dalla politica
Ci si continua a lamentare che i cittadini e soprattutto i giovani si allontanano dalla politica. Formare un grande comune con oltre 35'000 abitanti non avvicinerà sicuramente il cittadino agli amministratori. Chi conoscerà ancora il Sindaco della "Nuova Bellinzona"? Chi potrà avvicinarlo al campo di calcio comunale, in paese, a scuola, …? Lo stesso vale per i Municipali e Consiglieri Comunali del nuovo Comune. Chi avrà la fortuna di conoscerne uno, parlargli e far passare così le problematiche di zona?
La Svizzera è diventata "grande e forte" grazie al suo sistema federalistico basato su Comuni, Cantoni e Confederazione, ognuno con i suoi compiti e controllabile tramite referendum e iniziative. Che possibilità avranno in futuro i cittadini del quartiere di S. Antonino di far valere i propri diritti? Quante firme saranno necessarie per far passare un messaggio?
Pensate inoltre a cosa è successo con l'aggregazione di Cugnasco, Gerra Verzasca e Gerre di Sotto. Nonostante una chiara e palese volontà popolare la Città si è opposta a cedere questa porzione di terreno al Nuovo Comune infischiandosene altamente della volontà espressa dai cittadini di quel Quartiere. Ragionate e meditate.
NO perché le commissioni di quartiere non funzionano
Conoscete qualcuno della Grande Lugano? Provate a parlare con lui delle commissioni di quartiere, del loro "potere" e di che cosa portano in effetti. Provare per credere.
NO perché non vogliamo una maggiore pressione fiscale
Con l’aggregazione della “Nuova Bellinzona” si prospetta un moltiplicatore d’imposta pari all’88%-92% ! Pensate che le nostre famiglie e soprattutto le industrie, fiore all’occhiello per tecnologia e altro, che versano nelle casse comunali 2,47 milioni di franchi con moltiplicatore al 65% saranno disposte a rimanere anche con un aumento della pressione fiscale del 22%/27% ?
NO perché non vogliamo diventare il Bronx di Bellinzona
Con l'aggregazione non avremo più niente da dire sul nostro territorio e il nostro Comune diventerà il Bronx dell'agglomerato. Il nostro potenziale è enorme e i nostri avi si rivolteranno nelle tombe qualora si dovesse approvare l'aggregazione. Bellinzona è Bellinzona e S. Antonino è e può restare ancora per anni S. Antonino con tutti i suoi numerosi pregi e i pochi difetti.
Tappiamo subito la bocca a chi sostiene che oggi non si trovano più persone disposte a mettersi a disposizione per la comunità: con un Municipio a 5 ed un Consiglio Comunale di 25 membri non ci sono mai stati problemi a trovare persone competenti.
NO perché la storia ha dimostrato che le aggregazioni con le città non funzionano per la periferia e noi saremmo la periferia di Bellinzona
Carasso (non Monte Carasso che esiste tutt'ora) era un comune autonomo fino al 1903 quando si aggregò con Bellinzona. A differenza di Daro e Ravecchia che nella stessa occasione fusionarono con Bellinzona, Carasso per la sua situazione periferica divenne una frazione (oggi lo chiamano quartiere) abbandonato. E' sparito l'ufficio postale, i negozi, gli allargamenti stradali promessi non sono mai stati eseguiti ma vi hanno trasferito l'autostrada, vi é stato impiantato il centro comunale di raccolta rifiuti, ... Provate a parlare con un Carassese DOC!
NO perché SIAMO S. Antonino e vogliamo rimanerlo!
Avere a cuore il proprio Comune é anche un motivo per dire NO