Duro e amareggiato commento da parte del sindaco di Chiasso per l’assenza di candidati del Mendrisiotto: “La regione conta un settimo della popolazione ticinese e si meritava almeno un posto tra gli otto”

CHIASSO – Continua a tenere banco l’assenza di candidati ‘momò’ nella lista PLR per il Nazionale, dopo la delusione espressa ieri dall’uscente Giovanni Merlini – che ha parlato di una “grave” mancanza – è oggi il sindaco di Chiasso Moreno Colombo a commentare, sempre dalle pagine de LaRegione, “l’errore grossolano e pacchiano” commesso dal proprio partito.
Colombo, che racconta di aver espresso la propria tristezza direttamente al presidente Rocco Cattaneo inviandogli un sms non appena spulciata la lista, sottolinea infatti che la regione del Mendrisiotto conta un settimo della popolazione ticinese “e si meritava quindi almeno un posto tra gli otto candidati” con qualcuno che sapesse portare e rappresentare a Berna i problemi del sud del Ticino.
La lista, ammette, “non è male”, ma privandola di un rappresentante ‘momò’, “si fa un grosso regalo agli altri partiti” e annota “un’incapacità nel costruire una lista che coinvolga tutte le regioni”.
Un vuoto lasciato però anche dalla rinuncia di Natalia Ferrara Micocci, ma su questo punto le idee di Colombo sono chiare: “Non fossilizziamoci sempre sugli stessi. Sarebbe un errore”, anche perché per il sindaco di Chiasso le alternative ci sarebbero. Una su tutte: Renato Boldini, persona, sottolinea, conosciuta e rispettata in tutto il Cantone. “E sono sicuro che ci sono altri profili simili al suo”.
La lista dovrà ancora sottostare all’approvazione da parte del Comitato cantonale, prevista per martedì. Ma Colombo non si dice molto fiducioso sulla possibilità di veder cambiate le carte in tavola. “Da quando faccio politica, la mia opinione non è mai stata presa molto in considerazione”, commenta sottolineando però il suo affetto verso il partito. “E mi fa male vedere certe cose. È per questo che non ce la faccio a tacere”.
Si attende quindi l’esito di martedì, ma se le cose non dovessero cambiare, conclude Colombo, “da qui a ottobre, non vedo bene con quale motivazione le sezioni liberali radicali del Mendrisiotto organizzeranno dei comizi. Per chi? Per quale candidato?”