POLITICA E POTERE
Rusconi non si iscrive al partito di Tsipras: "Sulla Grecia la penso come l'UE e Frau Merkel. I greci devono capire che la festa è finita"
Il Consigliere Nazionale UDC, che si trova in vacanza a Rodi, racconta come si stanno vivendo queste ore drammatiche e si smarca da molti colleghi di destra e di sinistra che in queste ore sostengono il premier greco in funzione anti UE
RODI - Sull'isola di Rodi dove si trova in vacanza, il panico per il possibile, e quanto mai concreto, default del Paese per il momento non si avverte. Logico, del resto: andare in panico davanti ai turisti sarebbe una catastrofe nella catastrofe. E poi siamo solo all'inizio. Probabilmente con il passare dei giorni la tensione e la preoccupazione dei greci crescerà anche nelle mete vacanziere. "Per ora – racconta Pierre Rusconi – solo un taxista, che però non era una tifoso di Tsipras, mi ha esternato tutta la sua ansia per la situazione drammatica in cui effettivamente si trova la Grecia. Per i turisti le carte di credito funzionano e dovrebbero continuare a funzionare…Ai Greci da oggi è stato imposto il limite di prelevamento a 60 Euro. Nei prossimi giorni cominceranno a sentire la botta, specie chi deve spendere per far funzionare la sua attività". In Svizzera, si sa, il Consigliere Nazionale UDC è fieramente nella schiera degli euroscettici. Ma in questo caso si smarca da moltissimi colleghi della politica che, di destra e di sinistra, si schierano con Tsipras in funzione anti UE: "Francamente – afferma Rusconi - non faccio il tifo per il premier greco. In questo caso mi schiero dalla parte dell'Unione Europea e di Frau Merkel. I greci sono gli unici in Europa che non hanno capito che la festa è finita e che bisogna adeguarsi. Lo hanno capito gli spagnoli, i portoghesi e perfino gli italiani. Non si può lavorare sei mesi all'anno, farsi pagare solo in nero, non pagare le tasse e andare in pensione dopo 25 anni lavoro. Non sta in piedi. Non si può vivere sui debiti e non si può vivere a credito. Ora con questo referendum i greci dovranno finalmente scegliere tra l'uovo e la gallina". E Rusconi non ha dubbi su cosa dovrebbero votare i greci: "Se vogliono rimanere in gioco devono accettare il piano che il loro Governo vuole respingere. Altrimenti diventeranno presto una nazione del terzo mondo". Il Consigliere Nazionale critica velatamente l'UE solo su un punto: l'opposizione che Eurolandia sta facendo alla consultazione popolare. "Io – spiega – sono per la democrazia diretta sempre e comunque. Ma detto questo non si può neanche far votare la gente su una situazione che si è incancrenita soprattutto per il fatto che Tsipras si è accorto di non poter mantenere le promesse elettorali. È il Governo greco che dovrebbe assumersi la responsabilità di dire sì o no. Ma se lo facesse dovrebbe smentire la sua propaganda. Ripeto: hanno promesso cose irrealizzabili e ora devono nascondersi dietro un referendum". Vada come vada, fino alla consultazione popolare che avverrà il 5 di luglio, non saranno giorni facili: "Penso che fino a quando non voteranno saremo sulle montagne russe. Anche i cambi fanno paura. Dopo la crisi dei subprime ci mancava solo questa. In questo momento nessuno si fida più di nessuno e la credibilità dell'eurozona va a picco. Per questo ritengo che l'Unione Europea debba tener duro. I greci devono adeguarsi come tutti gli altri". È ovvio che la Grecia fuori dall'UE sarebbe confrontata con enormi difficoltà, ma anche l'Europa ne avrebbe un grosso danno, non crede? "Relativamente, - risponde Rusconi - forse per un breve periodo. Potrebbe però riaffermare con forza un principio anche per gli anni a venire e rispetto a tutti i suoi membri: chi non gioca secondo le regole va fuori dalla porta. Non si può vivere con i soldi degli altri. Senza l'Europa invece la Grecia sprofonderebbe di certo. Quello che io mi aspetto è il ritorno nel giro di qualche mese alle elezioni anticipate. Perché se Tsipras perde il referendum deve andare a casa. Se lo vince ce lo manderanno i Greci quando si accorgeranno che i 10'000 Euro che hanno sul contro corrente sono diventati 3'000 a causa del ritorno alla Dracma".
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