LUGANO - In casa Lega l'idea di costruire un muro oltre il confine stuzzica una parte del Movimento ormai da qualche anno. Da quando Giuliano Bignasca la sbatté in prima pagina una domenica in una delle copertine più provocatorie degli ultimi tempi. Il fondatore della Lega e del Mattino, a un certo punto, si mise anche a fare i calcoli: quanto materiale e quanto sarebbe costato edificare il muro. Dopodiché la provocazione finì nel cassetto fino a qualche settimana fa.A rispolverarla l'attuale direttore del foglio leghista e Consigliere Nazionale Lorenzo Quadri, ispirato dal Governo e dal Parlamento dell'Ungheria che il muro ha deciso di farlo per davvero, al confine con la Serbia. E allora, domenica scorsa, prima pagina del Mattino direttamente in ungherese: "Hajrá Magyarország". Tradotto: Forza Ungheria. Un incoraggiamento al Paese magiaro a continuare per la sua strada e alla Svizzera affinché si adoperi per replicare. Il Corriere del Ticino pubblica oggi una lunga intervista a Battista Ghiggia, candidato della Lega al Consiglio degli Stati. E fra le tante domande non poteva mancare naturalamnete quella sul muro: "Non bisogna esasperare i popoli. I muri - ha risposto Ghiggia - storicamente non hanno mai risolto i problemi, ma sono stati eretti in risposta, condivisibile o meno, a preminenti ragioni politiche. Se l’UE continua, per motivi ideologici, sulla linea dell’inazione in materia di migranti, temo purtroppo che di muri ne sorgeranno altri oltre a quello ungherese".Una risposta interlocutoria che ha spinto il collega ad incalzare il candidato leghista: in Ticino lo farebbe sì o no? "Cominciamo con denunciare il trattato di Schengen, che sarebbe già d’aiuto. D’altra parte, se l’immigrazione incontrollata continua ai ritmi attuali, potremmo ben presto essere costretti a compiere questo ed altri più gravi passi", la risposta di Ghiggia. E il dibattito continua.