POLITICA E POTERE
E ora Frapolli rottama la macchina statale: "C'è del marcio: nel Cantone ho visto metodi da Sicilia style"
Il deputato leghista, dopo l'arresto del capo ufficio dell'ispettorato fiscale, lancia pesanti accuse e sospetti su una parte dell'amministrazione pubblica: "Bisogna buttare in aria il sistema. Chi ha usato certi metodi è ora che inizi ad avere paura"
BELLINZONA - In campagna elettorale lo avevamo definito il Renzi ticinese dopo che aveva annunciato di voler rottamare i matusa della politica. Ora che in Gran Consiglio è stato eletto, Gianmaria Frapolli vuol applicare la rottamazione, citiamo, "al marcio che c'è nell'amministrazione pubblica". Il marcio, per il deputato leghista, è ciò che non funziona o funziona male nella macchina dello Stato, ma anche i conflitti di interesse, potenziali o conclamati, che si sviluppano tra funzionariato e politica. Per questo, stamane, insieme ai colleghi Boris Bignasca e Sabrina Aldi, ha preso la palla al balzo per lanciare un macigno nello stagno. Il caso del capo ufficio dell'ispettorato fiscale Libero Galli, finito in cella con l'accusa di essere stato corrotto dall'imprenditore Giovanni Cuzeri, secondo Frapolli offre lo spunto per un ragionamento più ampio sui rapporti tra funzionari e politica. Galli, infatti, è capogruppo del PPD nel comune di Castel San Pietro. Ecco il ragionamento del Gran Consigliere messo nero su bianco in un'interrogazione al Consiglio di Stato: "In un periodo di crisi congiunturale come quello attuale, la fiscalità, rappresenta un valore aggiunto di competitività e sicurezza economica per le ditte locali e per quelle estere insediate nel nostro territorio. Gli ispettori fiscali e più in generale i funzionari della divisione delle contribuzioni, devono quindi assumere un ruolo di controllori senza essere coinvolti politicamente a scanso di potenziali influenze sulla loro attività. Mi riferisco all’ormai noto caso di cronaca, tutto fuorché un evento isolato, poiché già in passato si sono riscontrati problemi con alti funzionari della divisione delle contribuzioni, attivi politicamente. La legge deve quindi imporre ai tecnici di adempiere ai loro compiti, senza subire pressioni politiche o di gruppi di interesse che potrebbero destabilizzare la loro attività ed il loro ruolo". Seguono domande al Consiglio di Stato in cui si caldeggia apertamente che venga fatto divieto a determinati funzionari di svolgere attività politica. E che gli stessi "debbano obbligatoriamente rendere pubbliche le loro relazioni d'interesse, di qualsiasi genere esse siano"In un post pubblicato ieri sera su Facebook Frapolli aveva esplicitato ancora meglio il concetto: "In Ticino ne stanno succedendo di tutti i colori... Fisco/Ustra/incarichi diretti nei quali, dopo la mia interrogazione, in diversi si sono fatti vivi per segnalarmi irregolarità che presto arriveranno sul tavolo del CdS. Sono da poco parlamentare, ma il marcio che alcuni elementi vogliono portare avanti lo combatteremo con tutte le forze, nell'interesse dei funzionari seri, dei cittadini seri, degli imprenditori seri, di chi insomma ha un'etica, non di chi fa i propri porci comodi...". Il punto, insomma, è proprio il marcio nell'amministrazione pubblica che il deputato leghista denuncia senza peli sulla lingua."Siamo in Ticino ma sembra di essere a Caltanissetta...", sospira Frapolli mentre lo raggiungiamo al telefono. Da quando è stato eletto in Parlamento, racconta, "ho scoperto un Cantone Sicilia style, soprattutto nell'ambito degli appalti". Si spieghi. "Pur essendoci dei funzionari all'interno dell'amministrazione che lavorano tanto e bene, sono venuto a conoscenza di magagne che compongono un sistema che bisogna buttare per in aria e presto lo faremo. Siamo un Cantone con una valanga di dipendenti pubblici e con con un deficit importantissimo che non riusciamo a risanare e siamo confrontati con un marcio all'interno dell'amministrazione, che utilizzando metodi davvero da Sicilia style, ci fa buttar via un sacco di soldi. Ora sto raccogliendo testimonianze e documentazione ma se quello che ho scoperto dovesse essere provato, i responsabili dovranno essere presi e sbattuti fuori a calci nel sedere dall'amministrazione pubblica. E lo dico chiaro: chi si è reso protagonista di certi metodi è ora che inizi ad avere paura. Perché da adesso in avanti si cambia registro". Infine, torniamo all'interrogazione. Alle connessioni tra politica e funzionari. "Con l'atto parlamentare odierno voglio chiarire se nel caso specifico ci sono questo tipo di connessioni. Ma soprattutto voglio porre una questione generale: i funzionari che svolgono funzioni di particolare responsabilità possono far politica o no? Secondo me la risposta è chiara: no. La politica in Ticino esercita infatti un'enorme pressione su chiunque, figuriamoci su chi deve svolgere un compito delicato. Il conflitto di interesse è quasi inevitabile. Bisogna fare pulizia al più presto, prima che si presentino casi ben più gravi di quello di cui stiamo discutendo in queste ore".AELLE
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