BELLINZONA – Di tifosi di Tsipras, fino al referendum, e di delusi di Tsipras, dopo l'accordo con l'UE – le stesse persone – ne abbiamo ascoltate parecchi in questi giorni. Oggi invece vi proponiamo una lettura opposta: quella di Mauro Dell'Ambrogio. Il segretario di Stato, con il consueto acume beffardo, mena fendenti contro il Governo greco e i suoi sostenitori ticinesi. Lo fa in un articolo pubblicato su Opinione Liberale. Dell'Ambrogio, nel suo ragionamento, parte da lontano: da un'analisi storica e politica sulla sostanza di marxismo e capitalismo. Dice, a suo avviso, che cosa sono. In particolare il marxismo, citando Marx alla mano. Quindi viene ai giorni d'oggi. E affonda il primo colpo: "Quella sui debiti della Grecia è di tutte le retoriche di sinistra quella meno ispirata al marxismo. Già Solone 25 secoli fa aveva risolto i conflitti sociali ad Atene dimezzando per decreto tutti i debiti (avrebbe ottenuto il medesimo effetto stampando moneta e creando inflazione, ma la sola moneta allora era quella sonante). Anche nel Vangelo si prega di rimettere i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori. L'iniziativa privata, il commercio, la conoscenza sono il solo modo accertato di creare ricchezza, ma essa finisce, mal distribuita. La distribuzioine fatta dallo Stato è imperfetta e dannosa se troppo spinta. Anche la stampa di moneta a dismisura su scala globale, invece di creare inflazione, va ahimè a gonfiare i debiti pubblici. Non resta quindi, in circostanze estreme, che la remissione almeno parziale dei debiti"."Un liberale – aggiunge il segretario di Stato - lo può riconoscere altrettanto facilmente di un socialista. Ma la sfida tra Grecia e UE va ben oltre la remissione dei debiti. Il debitore non solo non è in grado di restituirli, ma esige nuovi prestiti, rifiutando misure che dovrebbero metterlo in condizione di restituire neppure quelli. Qui la retorica marxista si fa insopportabile. Le conquiste sociali, la proprietà collettiva di mezzi di produzione e l'impiego pubblico che ne deriva, l'assenza d'imprenditorialità soffocata dall'ideologia dominante, lo Stato clientelare e malfunzionante per sua medesima ipertrofia, tutto questo è intoccabile, e dovrebbe giustificare in eterno sempre più donazioni camuffate da crediti? Da parte poi di chi le chimere di socialismo, reale o democratico, a ragion veduta, le ha faticosamente abbandonate?".Quindi, Dell'Ambrogio molla lo sganassone finale: "L'ipotesi del lavoratore europeo ultrasessantenne che paga per i baby pensionati (anche futuri) della Grecia è quanto di meno marxista si possa immaginare. Che qualche solito noto, anche in Ticino, abbia pubblicamente fatto il tifo per la posizione del governo greco (cosa ben diversa dalla umana simpatia per i Greci vittime dei loro governi precedenti e dell'attuale) la dice lunga sulla consistenza politica che anima questi fenomeni locali".