BIASCA - Non sono convinti. Per niente. E per questo Boris Bignasca e Gianmaria Frapolli sollevano una sfilza di dubbi e domande sul caso di una famiglia di biasca, madre e figlio, finiti al centro dell'attenzione mediatica per delle lettere mandate alle autorità e per la minaccia dello sciopero della fame che sarebbe iniziato negli scorsi giorni."Oggetto del contendere - scrivono i due deputati in un'interrogazione al Consiglio di Stato - sarebbe il mancato pagamento alla madre di F. di prestazioni supplementari dell'assistenza. I due si lamentano che, dopo che l'assistenza pubblica ha provveduto a pagare tutte le loro spese di prima necessità, resterebbero in tasca al nucleo "solo mille franchi". F. che ha anche recentemente cambiato apprendistato, si lamenta anche che il suo reddito venga inglobato nel computo delle prestazioni assistenziali. Prassi ovvia e consolidata". Ma F. aggiungono Bignasca e Frapolli, "gira con abiti e accessori firmati, si diletta da quanto risulta dal suo profilo web, anche nel poker online e nel gioco al casinò". Le domande al Consiglio di Stato- Il dipartimento e gli uffici preposti sono a conoscenza che F. ha l'abitudine di giocare ingenti somme al casinò e nel gioco online?- Sul web sono state postate diverse foto dello stesso F. È emerso che lo stesso abbia l'abitudine di sfoggiare abiti e accessori di lusso e di girare in auto con una costosa auto sportiva. Il dipartimento è conoscenza di questo stile di vita? Sono state prese delle misure per rendere attenta la famiglia F.?- È vero che alla madre di F. è stata appena comunicata la decurtazione dell'aiuto sociale, perché ha sottaciuto alcune questioni importanti?- Sempre dalle interviste rilasciate da F. risulta che i due abbiano nella loro disponibilità, una casa in Romania. Il dipartimento ha effettuato dei controlli riguardo a questa casa? Che valore ha? Si potrebbe vendere per finanziare la vita di questi due personaggi e fare in modo che non gravino sui contribuenti ticinesi?- Alla luce delle domande sopra, quali sono in generale i controlli che il dipartimento effettua sulle persone in assistenza? Quanto approfonditi sono questi controlli sulle persone in assistenza di nazionalità straniera che potrebbero avere ingenti disponibilità nel loro paese d'origine e quindi non pesare sulle casse dello Stato? Quanti sono sul totale le persone in assistenza di nazionalità straniera?