I due deputati chiedono al Consiglio di Stato se è al corrente della misura: "Inaccettabile il il principio mangia questa minestra o salta dalla finestra”...

BELLINZONA - I deputati Fiorenzo Dadò (PPD) e Giacomo Garzoli (PLR) chiedono spiegazioni al Governo sui tagli prospettati al servizio di trasporto pubblico in Vallemaggia. Lo fanno in un’interrogazione dal titolo “Nuova mannaia sulle zone periferiche?”.
Il 17 luglio, scrivono, quasi tutti i Comuni della Vallemaggia hanno ricevuto una lettera nella quale si informava della riorganizzazione del servizio di AutoPostale, in particolare nelle valli Rovana e Lavizzara. Nella stessa si informava di un prossimo cambio degli orari, della soppressione di corse e dell’introduzione di un nuovo concetto di servizio eseguito su prenotazione. Da quanto si evince, i cambiamenti sembrano essere suffragati da uno studio commissionato dal Dipartimento del Territorio all’impresa AutoPostale, secondo cui il rapporto costo-benefici risulta critico, in particolare nelle linee di Cimalmotto e del Piano di Peccia.
A di là del contenuto della missiva, sulla quale ritorneremo con le domande, lascia perplesso questo modo di procedere, che sembrerebbe non tener conto dell’opinione di chi vive e viene direttamente coinvolto, ossia dei comuni ma probabilmente anche di chi deve svolgere questo servizio. Infatti sembrerebbe vengano messi di fronte al fatto compiuto, incuranti delle possibili conseguenze, ma secondo il principio “mangia questa minestra o salta dalla finestra”.
In tutti i casi, confrontando gli orari prima e dopo il decurtamento, soprattutto con le proposte di “servizio su chiamata”, appare evidente anche a chi non si occupa direttamente di trasporto pubblico che si tratta di un primo passo verso lo smantellamento.
La riduzione prospettata del servizio AutoPostale in Vallemaggia non può essere accettata a capo chino, poiché andrebbe a scapito della popolazione locale, dei commerci e soprattutto a danno del settore turistico valmaggese e locarnese; una tra le poche possibilità di sviluppo sulla quale tutta la valle sta, con sforzi non indifferenti, impegnandosi in modo esemplare.
Questa nuova mannaia ai danni di una zona periferica va ad aggiungersi ad altre difficoltà che stanno preoccupando molto la popolazione e chi gestisce la Cosa Pubblica, basti pensare alla rigidità della nuova pianificazione sui rustici, al dezonamento , al blocco delle case secondarie e altre numerose restrizioni di ordine burocratico e pianificatorio.
I due deputati chiedono quindi un ripensamento e un congelamento “di questa nuova misura-mannaia, affinché si possa intavolare al più presto una discussione più ampia e generale sul futuro delle zone periferiche” e pongono le seguenti domande:
1. È stata discussa in Consiglio di Stato questa misura di risparmio in una zona periferica?
2. Sono stati coinvolti nella discussione i Comuni e gli attori in loco, per eventualmente trovare delle soluzioni migliori? Se si, in che modo è stato fatto? Se no, perché non è stato fatto? In caso negativo, si intende correggere questa grave mancanza?
3. A quanto ammonta in concreto (indicare anche la percentuale sul budget generale dello Stato) nel prossimo Preventivo del Cantone la misura di risparmio ai danni di questa zona periferica? Il Consiglio di Stato la ritiene rilevante per il futuro della collettività e pertanto necessaria?
4. Sono in corso ulteriori studi sul trasporto pubblico nelle zone periferiche? Se si, quali e dove?
5. Nei prossimi anni, si intendono proporre altre misure di risparmio sul Servizio di trasporto pubblico ai danni della popolazione e del settore turistico della Vallemaggia? Quali?
6. Nel corso di questa Legislatura, si intendono proporre altre misure di risparmio sul Servizio di trasporto pubblico ai danni della popolazione e del settore turistico di altre zone periferiche del Cantone? Se sì, quali e quando sono previste? Come si intende coinvolgere le realtà locali?
7. Recentemente è stata messa in consultazione la riforma della “Legge sui trasporti pubblici - la Tassa di collegamento a carico dei generatori di importanti correnti di traffico a parziale copertura dei costi del trasporto pubblico”. Non trova il Consiglio di Stato che i nuovi sacrifici che vengono chiesti ai cittadini e ai lavoratori con la nuova tassa siano più che sufficienti e che la popolazione ticinese non necessita di ulteriori tagli in questo settore, ancor più se fatto sui più deboli?