Il commento dell’accordo sui frontalieri, in cui il presidente PLR puntava il dito anche contro la ‘silenziosa’ deputazione ticinese, fa saltare la mosca al naso al deputato UDC. “Ma sono petardi bagnati dal sudore della sua evanescente campagna”

LUGANO – “Ecco i petardi bagnati di Rocco Cattaneo”. Pierre Rusconi, visto il commento del presidente PLR sull’accordo sui frontalieri (vedi suggeriti), non ci sta.
Ed è soprattutto su un punto che Rusconi tiene subito a rimetter il proverbiale campanile al centro del villaggio. Nel suo commento, il presidente del PLR e candidato al Nazionale puntava infatti il dito contro la ‘silenziosa’ deputazione ticinese. “Vorrei ricordare al signor Cattaneo che è composta anche da tre suoi deputati. E sarebbe meglio che li consultasse prima di sentenziare sull’operato della deputazione. Sarebbe stato così più informato e avrebbe saputo che i punti da lui criticati sono gli stessi che abbiamo più volte sollevato”. E, aggiunge, se da parte della ministra Eveline Widmer-Schlupmf come risposta “arriva la solita manfrina”, non è una colpa della deputazione.
In secondo luogo, prosegue Rusconi, “l’aliquota del 100% sui frontalieri è stata voluta per non discriminare gli svizzeri, ma, chiaramente, viene vista come discriminatoria da parte italiana. Il ricorso è quindi legittimo e ovvio dal loro punto di vista”. C’è, poco di che stupirsene insomma.
Come poco da agire c’è in merito all’introduzione di un nuovo sistema fiscale da parte italiana. “La tempistica dell’introduzione dei nuovi parametri fiscali italiani – risponde ancora Rusconi alle osservazioni di Cattaneo – non ci compete, dato che è materia loro, interna alle decisioni della Penisola”.
E se proprio vogliamo riflettere sulle tempistiche, aggiunge, è facile supporre che l’Italia non sia interessata a una celere applicazione viste le implicazioni nella politica interna. “E non certamente prima delle votazioni nazionali: con 60mila frontalieri nell’elettorato, la politica, e la stessa Lega Nord, non ha nessun interesse a causare arrabbiature e ad alienarsi consensi di peso nelle regioni di confine decidendo un aumento delle imposte”.
Inoltre, Rusconi tiene a togliersi un sassolino presente nella scarpa da settimana scorsa, quando, in occasione della pubblicazione delle discusse statistiche di Economie Suisse, “il presidente PLR ha tacciato di scarso interesse per la Svizzera i due deputati leghisti e il sottoscritto per il solo fatto che non ci occupiamo prioritariamente degli interessi dell’economia. Ebbene, quella classifica giunge dal mondo dell’imprenditoria, notoriamente a favore dell’Europa, mentre noi, altrettanto notoriamente, siamo contrari. Ci credo allora che finiamo ai bassi ranghi e anzi, ne sono orgoglioso: noi ci occupiamo degli interessi degli svizzeri!”
Perciò, aggiunge Rusconi chiudendo ciclicamente la sua stoccata: “Quelli di Rocco sono petardi bagnati. Bagnati dal sudore e dallo stress della sua evanescente campagna!”