POLITICA E POTERE
Blocher e Gobbi tirano la volata a Ghiggia. Il tribuno: "Abbiamo lo stesso programma". E lui: "Per la destra ticinese è iniziata la cronometro"
Il candidato leghista agli Stati si è presentato oggi a Lugano. Gobbi: "Oggi ci vogliono a Berna posizioni chiare e forti sui nostri valori fondamentali e in difesa della nostra sovranità nazionale”

LUGANO – Questa mattina al Palacongressi di Lugano c’erano tutti a sostenere il candidato leghista al Consiglio degli Stati Battista Ghiggia: i consiglieri nazionali di Lega e UDC, Roberta Pantani, Lorenzo Quadri e Pierre Rusconi, il sindaco di Lugano, Marco Borradori, i ministri Norman Gobbi e Claudio Zali, e molti deputati al Gran Consiglio, militanti, e candidati alle nazionali di ottobre. E c’era, soprattutto, l’ex consigliere federale Christoph Blocher.

Più che una conferenza stampa è stata la presentazione ufficiale di Ghiggia, anche se l’evento non era pubblico.

A Gobbi il compito di rompere il ghiaccio. Il ministro ha premesso: “Sono qui in veste di leghista e non di presidente del Governo”. Poi ha spiegato perché la Lega vuole tentare di strappare uno dei due seggi agli Stati: “In un momento di disorientamento come quello che stiamo vivendo ci vogliono a Berna posizioni chiare e forti sui nostri valori fondamentali e in difesa della nostra sovranità nazionale”.

Dopo Gobbi ha preso la parola Ghiggia: “La presenza di Blocher rappresenta l’imprimatur alla mia candidatura da parte dell’UDC nazionale, a dimostrazione del fatto che l’UDC e la Lega sono convinte che la maggior parte dei ticinesi, che vuole difendere la sovranità svizzera dall’arroganza degli stati esteri, che vuole difendere la nostra indipendenza, la nostra democrazia diretta, la nostra piazza finanziaria, deve avere un proprio rappresentante al Consiglio degli Stati”.

Per me, ha aggiunto Ghiggia, era importante che sul mio nome vi fosse la convergenza di tutta la destra ticinese: “Queste elezioni federali sono una battaglia importante per la Svizzera e il Canton Ticino e noi vogliamo vincerla. Sappiamo che è difficile ma siamo determinati a combatterla fino in fondo. Lo dobbiamo alla maggioranza dei ticinesi che da anni ci sostiene fedelmente”.

Puntiamo a un grande risultato, ha concluso. “Ma i grandi risultati si raggiungono solo se tutti i candidati in campo giocheranno la partita fino all’ultimo minuto e con il massimo impegno, mobilitando l’elettorato e puntando al bersaglio grosso. Con la votazione sul 9 febbraio i ticinesi ci hanno dato la fiducia in ragione del 79%. Sono certo che questa fiducia ci sarà riconfermata il 18 ottobre e il 15 di novembre”.

A questo punto c’è stato lo show di Blocher, che ha arringato la sala da vero tribuno, mimando con i gesti concetti e pensieri. “Tutto ciò che facciamo per il Ticino è importante per l’intera Svizzera – ha esordito -. La grande sfida che si gioca a Berna nei prossimi anni è tra chi è contro e chi è a favore della Svizzera. Lega e UDC sono gli unici partiti che a Berna si battono per la Svizzera e per il Ticino”.

Non sto esagerando, ha aggiunto: “Dobbiamo decidere se vogliamo rimanere liberi o lasciare che siano gli altri a decidere per noi. Non abbiamo nulla contro l’Unione Europea, ma non vogliamo che comandi in casa nostra. Rispettiamo i nostri vicini, ma in Svizzera siamo noi a comandare, e vogliamo continuare a farlo”.

Poi Blocher ha lanciato l’appellone elettorale: “Dobbiamo confermare al Nazionale i tre seggi Lega-UDC, ma è anche importantissimo conquistare un seggio agli Stati. Il programma di Ghiggia e di Blocher sono praticamente identici, in particolare sui temi che riguardano il rapporti con l’Europa. Dobbiamo avere agli Stati una voce ticinese che rappresenti le posizioni di Lega e UDC. Anche perché l’anno prossimo le Camere voteranno sull’applicazione del diritto europeo, che è un primo passo verso una strisciante adesione”.

Ha chiuso Ghiggia, con una metafora ciclistica: “Oggi per la destra ticinese è iniziata la cronometro. La prima tappa sarà il 18 ottobre, poi il15 novembre, con il ballottaggio per gli Stati. Dobbiamo pedalare, tutti nella stessa direzione”.

emmebi

 

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