POLITICA E POTERE
Microfono vietato alla festa PLR al LAC, Cattaneo a Borradori: "Paura della politica? È la linfa della società. Dopo la sentenza vorrei la motivazione"
Il presidente del PLR e candidato al Nazionale Rocco Cattaneo stuzzica il sindaco di Lugano su Facebook

LUGANO - Il presidente del PLR e candidato al Nazionale Rocco Cattaneo stuzzica il sindaco di Lugano Marco Borradori. Lo fa con un provocatorio ma ironico post pubblicato sul suo profilo Facebook. Cattaneo fa riferimento al divieto, deciso dal Municipio, di concedere l’uso del microfono durante la festa elettorale organizzata mercoledì scorso dal distretto PLR del Luganese sulla piazza del LAC.

Visto il divieto, scrive Cattaneo, “mi sono portato un megafono (mi sentivo un po' un sindacalista), ma c'era troppo brusio e alla fine per presentarci e dire due parole ai presenti io e i miei colleghi di lista abbiamo usato solo la nostra viva voce, come si fa a Londra, allo Speakers Corner di Hyde Park, sul quale negli ultimi due secoli hanno preso la parola personaggi ignoti e celebri, da Marx a George Orwell. Luogo pubblico simbolo della libertà di parola, comoda o scomoda, con tanto di sentenza dell'alta Corte inglese”.

Non entro nel merito della decisione del Municipio, che allego, firmata dal sindaco Marco Borradori - aggiunge -. Senza fare polemica, vorrei però una motivazione alla negata autorizzazione. Paura di creare un precedente? Ma dobbiamo smetterla di avere paura di tutto. La piazza del LAC è un luogo pubblico e finanziato con soldi pubblici. Facciamone uno spazio di libertà e non di cultura elitaria. Se vanno bene gli aperitivi del giovedì sera, che stanno diventando la nuova moda della Lugano bene, perché mai bisogna precludere l'uso di quello spazio a chi organizza eventi politici? La politica non bisogna relegarla nei sottoscala. Non è una cosa sporca, ma è la linfa di una società che vive”.

Cattaneo ricorda poi che “nell'antica Grecia le piazze, le Agorà, erano luoghi di incontro, di mercato, di fede, ma anche di esercizio e di riflessioni democratiche. Lo so che siamo in campagna elettorale, e che bisogna stare in campana e prudenti, ma suvvia, chi da una vita fa politica, come il sindaco di Lugano, non dovrebbe temere la politica. Oppure nella città trainante del Cantone c'è spazio solo per il divertimento?”.

Infine una richiesta al sindaco: “Caro Marco, lo dico a te che sei sindaco, ben sapendo che la decisione l'avete presa tutti insieme: non mi accontento di una frasetta come "Il Municipio ha risolto di evadere negativamente la Vostra richiesta". Questa è la sentenza. Attendo la motivazione. Anche se la nostra festa è passata e il santo resterà gabbato…”.

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