Durissima presa di posizione di Bruno Besomi dopo le dimissioni di Foletti e Sanvido dal Consiglio Regionale: "Smettiamola di raccontare buffonate: sono indignato! Che delusione profonda la Lega"

LUGANO - Dopo aver sferrato una cannonata senza precedenti contro la RSI, attraverso le dimissioni di Michele Foletti, Paolo Sanvido e Silvia Torricelli dalle rispettive posizioni in CORSI, alla Lega scoppia la bomba in casa. Bruno Besoni, infatti, si ribella alle decisioni e agli attacchi sferrati dal suo Movimento contro Comano e usa parole di fuoco. L'ultimo leghista rimasto nella plancia di comando della RSI ci va giù durissimo contro la Lega con una presa di posizione che, già dal titolo, dice tutto: "Quando la nave affonda i topi scappano"
"Il mattino di domenica 13.09.2015 scrivendo delle dimissioni di 3 dei 4 rappresentanti Leghisti dalla CORSI- esordisce Besomi - calca la mano sulle teoretiche appartenenze politiche dell'azienda definendola come ben sappiamo covo di UREGIATTI E KOMPAGNI. Ma smettiamola di raccontare buffonate e scimmiottare chi ci ha preceduto, che fra l’altro disponeva di un notevole bagaglio intellettivo. Scusatemi se è poco! “Sii la versione originale di te stesso, non la brutta copia di qualcun altro” (Judy Garland)".
"La RSI e la SSR - continua il Consigliere leghista -sono in difficoltà come il resto del panorama radiotelevisivo di servizio pubblico d’Europa, degli altri continenti e come molte aziende di tutto il mondo. Allora abbandoniamo la nave, scelta davvero coraggiosa! Se poi risulta essere una scusa per non aver saputo piegare la radiotelevisione di stato a squallide volontà partitiche come se la RSI fosse un‘azienda di regime allora ogni limite è stato davvero superato".
Quindi Besomi entra nel merito. E spara: "Il sottoscritto non ci è stato a questa ennesima reazione di pancia della Lega, partito che ho sostenuto e in cui ho creduto per anni, ma che delusione profonda! Ben altre sono le spiegazioni da dare a Berna di questi tempi, ad esempio come mantenere un'offerta radiotelevisiva e multimediale all’altezza delle attese del nostro pubblico dovendo ridurre drasticamente i costi produttivi. Qui servono idee, creatività e lungimiranza, le dimissioni non servono a nulla. Il primo partito del Canton Ticino che dovrebbe andare fiero di una forte presenza mediatica territoriale regalataci dal federalismo si toglie e lascia spazio decisionale a quelli che definisce, kompagni, uregiatt, liberali, ecc. per decidere il destino dei gioielli di famiglia! Bravi! Volete un Ticino libero e indipendente e allora dichiarate guerra alla RSI, la radiotelevisione libera e pluralista ci rende liberi e non prigionieri, se volete pilotarla a vostra discrezione non avete capito nulla di concessione e servizio pubblico".
"I conti non tornano più - si legge ancora nella presa di posizione - non per colpa dei rossi o dei neri ma perché la congiuntura ci sta giocando contro, servono capacità manageriali, senso del contenimento della spesa in chiave indolore e amore per il pubblico svizzero italiano che non ci ha mai voltato le spalle. Lasciamo perdere i trascorsi politici del capo dell’informazione, qualcuno un giorno disse: se non sei socialista a vent’anni non hai cuore, se lo sei ancora a cinquanta non hai cervello! Citazione che lascia il tempo che trova ma che ci potrebbe far pensare che a volte le persone intelligenti hanno la facoltà di cambiare attraverso i percorsi tortuosi della vita. La lega non cambia mai vero? Rimane ancorata ad una profonda incazzatura verso tutti i NON conformisti, tutti coloro che provano a pensare con la propria testa".
"Sono indignato e deluso e manterrò il mio ruolo di membro del consiglio regionale della CORSI anche sotto le cannonate del primo partito cantonale ticinese che combatte i balivi costruendogli le autostrade per il Ticino" conclude Besomi. Più chiaro di così.