POLITICA E POTERE
Jelmini: "LAC, tre spettacoli e una commedia. Quadri sia coerente e lasci il Dicastero turismo". Masoni: "O fa il giornalista o siede in Municipio". E lui: "Tentativo di censura"
Si riaccende la polemica sulla prima pagina del Mattino sull'inaugurazione del LAC. Lettera aperta del capogruppo PPD. Intervento della vicesindaco e replica di Quadri

LUGANO - Sulla polemica scoppiata in seguito alla prima pagina che il Mattino ha dedicato domenica scorsa all’inaugurazione del LAC (leggi qui), e dopo le prime reazioni, tra le quali spicca quella del sindaco, Marco Borradori (leggi qui), interviene anche il capogruppo del PPD in Consiglio comunale, Lorenzo Jelmini. Ecco la sua lettera aperta, nella quale chiede al municipale leghista Lorenzo Quadri, direttore del Mattino, se non sia corretto che lasci la responsabilità del Dicastero turismo, con il quale ovviamente il LAC non potrà non dialogare. Ma sul caso si registrano oggi altre due prese di posizione, quella della vicesindaco Giovanna Masoni, che ribadisce l'incompatibilità tra essere redattore di un giornale e municipale di Lugano, e l'immediata replica di Lorenzo Quadri. Insomma, la polemica è tutt'altro che sopita.

LA LETTERA APERTA DI LORENZO JELMINI

“Con l'inaugurazione del LAC abbiamo potuto assistere sabato a tre spettacoli, ma pure ad una triste commedia. Difatti i festeggiamenti hanno ha preso avvio negli spazi esterni del LAC dove è stato proposto un grande spettacolo composto da tante occasioni d’intrattenimento e un finale pirotecnico proposto sulla Piazza Luvini e sul Lago ed ammirato da molti curiosi che sono rimasti anche sotto la pioggia fino a tarda notte.

C’è poi stata l’inaugurazione della grande e bella sala dei teatri e dei concerti con lo spettacolo della compagnia di Daniele Finzi Pasca, che finalmente è tornato a casa, nella sua Lugano dove potrà continuare a creare e regalare a tutti le magie sue e dei suo collaboratori.

Il terzo spettacolo, quello più inaspettato, lo ha regalato invece la Popolazione. Quella di Lugano, innanzitutto, ma anche quella di tutto il Ticino e da oltre confine e da oltre Gottardo, che ha voluto abbracciare questo nuovo centro culturale. Durante tutta la giornata, dalle 10 di mattina fino alla mezzanotte, gli spazzi del LAC hanno ospitato un fiume continuo di persone curiose, attente e affascinata da questo luogo che già stato adottato dalla popolazione, proprio come era negl’intenti del direttore del LAC Michel Gagnon.
 
A questi tre spettacoli si è aggiunta una commedia, la solita triste commedia, quello di chi vuole a tutti i costi il Potere, lo ottiene democraticamente ma poi è incapace di gestirlo.  Sì, perché se per due leghisti, Marco Borradori e Michele Foletti, non è stato un problema presenziare assieme ai colleghi di municipio all'inaugurazione di questo importante centro culturale, è balzata agli occhi di tutti l'assenza di Lorenzo Quadri. Facciamo subito chiarezza: ognuno è libero di giudicare, criticare e contestare qualsiasi opera e qualsiasi progetto che viene proposta. Credo sia però legittimo chiedere a chi vuole assumere responsabilità nella conduzione della cosa pubblica che agisca di conseguenza.
Il LAC ora c’è e per il bene della Città e dei cittadini deve funzionare. Ma per fare questo occorre l’impegno di tutti. Certamente di chi ha la responsabilità della sua conduzione. Ma è necessario l’impegno anche, anzi, soprattutto di chi è a capo del Dicastero Turismo di Lugano e che deve guardare a questo centro culturale come un’importante tassello della proposta turistica! 

Ritengo sia segno di debolezza quello di certi “ministri” che una volta incaricati di gestire la cosa pubblica, vogliono a tutti i costi distinguersi nelle occasioni ufficiali perché devono dimostrare che, seppure hanno assunto cariche istituzionali, non hanno tolto la giacca di rivoluzionari e contestatori. Essere parte di un Esecutivo vuole dire rappresentare tutta la popolazione non solo i propri amici o i propri elettori. Significa, per esempio, partecipare ad Expo se è il Governo che viene invitato, o all’inaugurazione del LAC che il Municipio sostiene senza confondere il proprio giudizio con la necessità di confrontarsi con progetti o con persone di cui non si condivide finalità o idee.

Me ne guardo bene da imporre a Lorenzo Quadri l’adesione a progetti che lui non condivide e non ho nessuna elemento per mettere in discussione, in generale, la sua attività di municipale. Solo mi chiedo se non sia più corretto, nell'interesse della Città, che rinunci alla gestione di un dicastero come quello del Turismo che deve portarlo a riconoscere il nuovo centro culturale come un elemento fondamentale assieme ad altri per il rilancio del turismo la nostra città. Questo anche negli interessi della gente, la “nos gent”, quella numerosa che sabato ha voluto abbracciare e con convinzione prendere possesso del suo nuovo centro culturale!”.

GIOVANNA MASONI CONTRO QUADRI

Intanto oggi la vicesindaco Giovanna Masoni, responsabile del Dicastero cultura ha ribadito a Radio 3i che il ruolo di redattore di un giornale e di municipale a Lugano è a suo parere incompatibile:

"Ne abbiamo discusso settimana scorsa, perché abbiamo avuto un attacco sul Mattino a dei privati che stanno aiutando moltissimo il LAC e il museo. Quindi un attacco assolutamente contrario all'interesse della Città e alla buona riuscita dei progetti democraticamente votati. Penso sia positivo se finalmente il Municipio se ne occupa. Ritengo che nella sostanza delle cose, non nella forma, essere redattore di un giornale ed essere in un Esecutivo come quello di Lugano sia incompatibile”.

LA REPLICA DI LORENZO QUADRI

E la replica di Quadri non si è fatta attendere. Su Facebook ha scritto:

“Leggo che, secondo la collega Giovanna Masoni, il ruolo di direttore del Mattino sarebbe incompatibile con quello di municipale di Lugano. Uella! Chiunque è libero di sostenere le tesi che più gli piacciono; anche che la terra è piatta. Ma un conto sono le opinioni e un conto è la realtà. Del resto, già quando c'era il Nano, a seconda della convenienza contingente qualcuno tirava fuori storielle del genere. Che però non portano da nessuna parte. Ma le elezioni si avvicinano, per cui tutto fa brodo...

Fatto sta che:

- non c'è alcuna incompatibilità tra l'attività in municipio e l'esercizio di una professione; tutti i municipali hanno, giustamente, un'attività professionale e il municipio non è nella condizione di emettere dei Berufverbot all'indirizzo dell'uno o dell'altro;

- visto che non c'è alcuna incompatibilità, Masoni avrebbe semmai dovuto dire che trova inopportuno che il direttore del mattino sia municipale, e questo perché il Mattino - da anni e non certo da domenica scorsa - sostiene, su un noto tema, delle posizioni che a lei non piacciono. Liberissima Masoni di non condividere tali posizioni e di esprimere il proprio disappunto ma, purtroppo per lei, la libertà d'opinione e di stampa esiste: il faut faire avec. Quello di Masoni è semplicemente un tentativo censorio, ed il fatto che venga da qualcuno che si presenta come "liberale" fa sorgere una qualche domandina.Troppe frequentazioni a sinistra?

- non è perché il sottoscritto è municipale che il Mattino si trasforma nel bollettino parrocchiale del municipio di Lugano: come dice la stessa Masoni, bisogna separare i ruoli.

- il Municipio non ha voce in capitolo sulla linea editoriale del Mattino. Può esserne contento oppure no, come può esserlo di quella di tutti gli altri organi di stampa, ma non la può in alcun modo stabilire. Pressioni in questo senso sono sempre rimaste, e sempre rimarranno, senza esito.

- Per quel che riguarda, nello specifico, ciò che compariva sull'ultimo Mattino a proposito del LAC, non è nulla di nuovo e difficilmente può aver sorpreso qualcuno; a meno che l'obiettivo non sia proprio quello di strumentalizzare (montare la panna) a scopo politico-partitico”.

 

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