POLITICA E POTERE
Educazione sessuale: “La scuola non vuole schivare l’oliva: con tutta la delicatezza che si impone, ma il tema va trattato. È nei suoi compiti”
Il direttore del DECS risponde alla polemica riaccesa dall’interrogazione PPD sul manuale scolastico in preparazione: “È stato fatto anche vedere a una serie di lettori critici esterni, l’unica indicazione contraria è venuta dalla chiesa cattolica”

BELLINZONA – La scuola non deve schivare l’oliva. Risponde chiaramente il ministro del DECS Manuele Bertoli alla polemica risollevatasi oggi attorno al nuovo manuale di educazione sessuale in preparazione.

A riaccender il dibattito è stata l’interrogazione, presentata a nome dell’intero gruppo, del deputato PPD Maurizio Augustoni. Già in luglio, il partito si chiedeva quale educazione sessuale viene insegnata nelle scuole medie e con il testo di oggi mette in discussione soprattutto il modo in cui sono trattati nel testo i temi della masturbazione, della pornografia e dell’interruzione di gravidanza: “Considerata la delicatezza del tema, ci si sarebbe aspettati che sugli aspetti legati alle convinzioni etiche lo Stato osservasse la più stretta neutralità ed evitasse di interferire con gli insegnamenti delle famiglie. Questo non sembra il caso”, si legge nel testo (vedi suggeriti).

Intervistato dalle Cronache della Svizzera italiana, il ministro Bertoli ha commentato: “Il nuovo manuale non vuole schivare temi delicati perché compito della scuola è anche quello di affrontarli, di farlo in maniera congrua rispetto alla delicatezza del tema, ma senza schivare l’oliva”.

Il testo, che sostituisce e aggiorna quello distribuito negli scorsi anni, è stato elaborato da un gruppo composito, ha spiegato Bertoli, aggiungendo che, inoltre, “è stato fatto vedere a una serie di lettori critici esterni, come l’ufficio del medico cantonale, la conferenza dei genitori, nonché le due chiese. L’unica indicazione contraria è venuta dalla chiesa cattolica”.

Chiesa che contesta gli stessi punti sollevati dall’interrogazione dei popolar democratici. E alla domanda se non ci sia spinti troppo in là, Bertoli risponde: “I fatti sono fatti e le convinzioni sono altre cose, per cui si distinguono le due cose. L’interruzione di gravidanza esiste e nel libro si dice poi che su questo tema naturalmente ci sono opinioni e convinzioni molto diverse che dipendono anche dalla religione e da convinzioni di altra natura”.

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