Il Consigliere di Stato socialista chiede un incontro urgente ai colleghi dopo l'intervista alla NZZ del presidente del Governo in cui invitava la Confederazione ad abbandonare il tavolo di trattativa con Roma

BELLINZONA - Non sono passate inosservate le dichiarazioni di Norman Gobbi alla NZZ. Parole che hanno fatto discutere sia a livello nazionale che ticinese. In particolare l'invito del presidente del Consiglio di Stato alla Confederazione di abbandonare il tavolo delle trattative fiscali con l'Italia.
In seno al Consiglio di Stato, ovviamente, non la pensano tutti come il Consigliere di Stato leghista. E c'è chi ritiene l'intervista di Gobbi inopportuna, rivestendo il Direttore del DI anche la carica di presidente del Governo. Il Corriere del Ticino dedica stamane un lungo approfondimento alla vicenda. Il quotidiano ha raccolto l'opinione degli ministri. E se Paolo Beltraminelli e Christian Vitta si sono limitati a un classicissimo "ne parleremo in Governo", più loquace Manuele Bertoli. "Ho appena inviato una e-mail ai colleghi - afferma il Consigliere di Stato socialista -i dicendo che c'è bisogno di un chiarimento urgente all'interno del Governo perché il Ticino non può dare segnali contrastanti. Che ci sia un problema per l'accesso ai mercati italiani è chiaro, ma non è direttamente legato all'accordo sui frontalieri. Il Ticino non ha mai ipotizzato l'abbandono del negoziato e io non sono per nulla d'accordo; l'uscita pubblica è in controtendenza rispetto agli obiettivi primari della revisione dell'accordo vigente, di cui il Ticino è stato promotore".
No comment, invece, da parte di Claudio Zali che ha riferito al CdT di non aver nulla da dire sulla vicenda.