POLITICA E POTERE
Pozzo Polenta, il PS punta il dito contro il gestore della pompa di benzina e attacca: "Ci hanno presi in giro!"
I socialisti furibondi dopo l'archiviazione del caso da parte della magistratura: "È troppo facile arricchirsi con le concessioni cantonali in ambito di idrocarburi e poi rifiutarsi di collaborare quando qualcosa va storto!"
BELLINZONA - "Sul pozzo Polenta ci hanno presi in giro!". Non si placa la polemica scatenatasi dopo il decreto di abbandono comunicato ieri dal Ministero Pubblico su uno dei casi di inquinamento che più ha fatto scalpore in Ticino. A prendere posizione, quest'oggi è il partito socialista, che in una nota definisce "una sconfitta per l’intera collettività il fatto che la magistratura abbia dovuto abbandonare per mancanza di prove l’inchiesta penale, istruita per far chiarezza sui responsabili dell’inquinamento di falda al Pozzo Polenta"."In questo senso - prosegue il PS - riteniamo molto grave la completa mancanza di collaborazione da parte del gestore della pompa di benzina nelle indagini volte a identificare i responsabili.La risposta alla interrogazione di Ivo Durisch e cofirmatari del 31 maggio 2015 cita infatti: “I lavori di indagine dettagliata non sono però fino ad ora stati eseguiti in quanto il gestore della stazione di servizio ha ostacolato l’accesso alla stessa ed ha inoltrato un ulteriore ricorso al Consiglio di Stato.” È troppo facile arricchirsi con le concessioni cantonali in ambito di idrocarburi e poi rifiutarsi di collaborare quando qualcosa va storto! Forse che l’ente pubblico fa comodo solo quando se ne può trarre un profitto personale?"."Nonostante questi intralci alla giustizia - scrivono ancora i socialisti - auspichiamo che attraverso la procedura amministrativa in corso si possano finalmente identificare i responsabili dell’inquinamento e che questi siano chiamati a risarcire almeno i costi per risanare il sito inquinato. Un risanamento che peraltro non riuscirà a riportare in vita il pozzo di captazione, i cui funerali sono di fatto già stati celebrati con una manifestazione pubblica nel corso del mese di luglio 2015"."Ci rammarichiamo comunque - termina la nota - che il comune di Morbio Inferiore non sembri voler riattivare la fonte di captazione. Ci risulta che i terreni situati sulla attuale zona di protezione S2 non siano edificabili e viste le normative federali entrate in vigore a giugno del 2014 non sarà nemmeno possibile renderli edificabili. Speriamo quindi che quest’area, se non più pozzo di captazione, possa diventare un’area verde a uso della popolazione. Sarebbe un compenso minimo per il danno subito".
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