BELLINZONA – Hitler, Stalin, gli omosessuali e la Chiesa. Nomi, storie e temi che già presi singolarmente, se gettati nell'arena politica, creano inevitabilmente polemiche. Apre polemiche. Figuriamoci poi se si mischiano tutti nello stesso discorso quanto si alza il livello dello scontro.Parliamo di un duello, protagonisti il presidente del PS Carlo Lepori e l'ex deputato Armando Boneffi, andato in scena tra Facebook e il Mattinonline. Ad accendere la miccia un articolo dove vengono riportate delle frasi omofobe del cardinale lettone Janis Pujats pronunciate nel maggio del 2015. "Neppure i regimi di Hitler e Stalin – aveva sostenuto l'alto prelato dinnanzi a una commissione parlamentare del suo paese - osarono mettere la sodomia al centro della politica di Stato purtroppo questa infamia è divenuta realtà nell'Unione Europea. La nostra Costituzione si fonda sulla famiglia normale. L'Unione Europea ha lanciato una crociata contro la fede cristiana".Parole del tutto dissennate, a cui non val la pena di aggiungere commento, e che hanno giustamente indignato molti utenti del social che hanno commentato l'articolo. Tra questi, anche Lepori, che tuttavia è andato oltre le parole specifiche del Cardinale, allargando la riflessione: "La Chiesa cattolica – ha scritto - ha sempre considerato fascismo e nazismo il male minore (e forse neanche tanto male)".Una presa di posizione che ha fatto saltare la mosca al naso a Boneff: "Quello del presidente del PS – ha dichiarato al Mattinonline - è un attacco gratuito e anacronistico, visto anche il momento storico della Chiesa, con un Papa impegnato in importanti riforme. Sparare nel mucchio senza argomentare, Mah… Sono dichiarazioni che non mi aspettavo da Lepori, che conosco e che stimo. Proprio per questo non sono abituato a queste cadute di stile da parte sua. E’ evidente che queste elezioni abbiano dato di volta al cervello a molta gente…".Controreplica di Lepori all'ex deputato: "Porto solo un argomento: la Chiesa aveva concordati con l'Italia fascista e con la Germania nazista. Ma non con l'Unione sovietica. È un fatto storico, indicativo dei rapporti a quei tempi. Con il massimo rispetto e una certa attesa per l'operato di Bergoglio".