POLITICA E POTERE
Gli asilanti, l'ostello di Bosco Gurin e la "guerra" infinita tra la Lega e Giovanni Frapolli
Dopo l'interrogazione al Governo del deputato Omar Balli e di alcuni colleghi leghisti, Frapolli prende posizione: "Tra gli asilanti e gli abitanti si sta instaurando un rapporto quasi di amicizia. Ma tutto questo ha un prezzo che Balli non conosce"

BELLINZONA - Non si sono mai amati Giovanni Frapolli e la Lega. E numerosissimi sono stati negli anni gli scontri e le polemiche fra l'imprenditore e il Movimento di via Monte Boglia. Celeberrimo quello sugli impianti sciistici di Bosco Gurin sfociato nel così detto Nevegate.

In questi giorni è andata in scena una nuova puntata della "guerra" infinita. A scatenare la nuova bagarre le dichiarazione di Frapolli in merito alla sistemazione di alcuni migranti nell’Ostello Giovanibosco di Bosco Gurin di sua proprietà. "Li avrei accolti anche gratis", aveva detto l'imprenditore, scatenando come risposta un'interrogazione del deputato Omar Balli al Consiglio di Stato. Ecco alcune domande: Durante la trattativa, l’imprenditore ha manifestato l’intenzione di ospitare gli asilanti gratuitamente o perlomeno ha proposto un “sconto al Cantone? Di quanti posti letto dispone l’Ostello e quanti sono occupati oggi, 9 ottobre 2015, naturalmente rifugiati esclusi? A quanto ammontano gli aiuti cantonali che sono stati concessi a Giovanni Frapolli per attività direttamente o indirettamente riconducibili a lui a Bosco Gurin? Per quali iniziative sono stati corrisposti?.

Nel testo dell'atto parlamentare Balli e i leghisti che l'avevano con lui sotto scritto facevano pure notare che "nel caso dell’ostello di Bosco Gurin il signor Giovanni Frapolli incasserebbe, ospitando 19 asilanti, ben Fr. 45'600.00 al mese. Tenendo questa media, arriveremmo a ben Fr. 547.200.00 in un anno. Interessante sarebbe sapere quanto normalmente incassava in questo periodo l’ostello".

Fin qui la versione leghista della vicenda. Oggi, nel tardo pomeriggio, è giunta una lunga presa di posizione da parte di Giovanni Frapolli. Presa di posizione che di seguito pubblichiamo integralmente.

di Giovanni Frapolli

 “Benedetto colui che ha imparato ad ammirare, ma non invidiare, a seguire ma non imitare, a lodare ma non lusingare, a condurre ma non manipolare” (William Arthur Ward). Con questa citazione mi piace aprire la mia presa di posizione sull’interpellanza presentata dal deputato leghista Omar Balli al Consiglio di Stato in merito all’ammissione di migranti all’Ostello Giovanibosco di Bosco Gurin, di mia proprietà.  

Secondo il deputato leghista la Lega sarebbe “favorevole al collocamento degli asilanti in ZONE DISCOSTE al fine di rendere meno attrattiva la Svizzera". Già solo questa frase del tutto inopportuna spiega come la Lega giudichi le zone discoste, zone di serie B. Sono le zone di periferia e soprattutto le nostre belle Valli a “sporcare” l’immagine della Svizzera? In altre parole le Valli, essendo di “seconda categoria” rispetto ai centri urbani, meritano veramente di essere degradate perché invase da questa povera gente che la Lega indirettamente reputa di seconda categoria? C’è solo da vergognarsi anche solo ad azzardare un ragionamento del genere. Queste esternazioni danno infatti un segnale tutt’altro che positivo a chi vive in queste zone, creando e causando non pochi problemi! Denigrazione pura! Ma si sa oramai che le elezioni sono alle porte e che c’è anche chi, pur di attaccare certi partiti (PPD) che dimostrano un forte attaccamento alle zone periferiche e rurali, sono disposti a tutto.

Il sottoscritto fu già attaccato all’inizio degli anni 2000 per il solo fatto di essere un grande sostenitore delle zone periferiche riguardo ai noti eventi degli impianti di risalita, quando secondo il Consiglio di Stato di allora si doveva sostenere unicamente la stazione invernale di Airolo, dando così seguito al famoso e catastrofico studio della Grischa Consult. Gli anni sono passati e si vede sempre più come tale studio si è rivelato, oltre che inutile, del tutto sbagliato, ma non è questa la sede per riparlarne. Rimane che il sottoscritto, da quel momento, ha deciso di prendere in mano tutte le sue proprietà, ostello incluso (assurto in questi giorni agli onori della cronaca). Ostello che è stato ritirato da me un paio d’anni fa senza alcun contributo pubblico. Pertanto, essendo il solo proprietario, ho la facoltà di farne ciò che mi sembra più opportuno, dall’ospitare scuole, ma anche, in caso di emergenza, gruppi di sfortunati richiedenti l’asilo. 

La mia intervista rilasciata ai media ticinesi è stata totalmente travisata dal gran consigliere Omar Balli che ha ritenuto di ricamarci sopra. Il sottoscritto ha semplicemente ritenuto di aderire a una richiesta giunta dal Cantone di aiutarlo ad affrontare questo momento molto delicato. Come dichiarato nell’intervista, ho dato subito la mia piena disponibilità di mettere a disposizione il mio Ostello mettendo chiaramente l’accento su alcuni punti. Forse non tutti sanno che l’Ostello può ospitare fino a 180 persone per cui già si capisce che se avessi voluto “speculare”, avrei messo a disposizione decine e decine di posti letto in più. Da parte mia il numero massimo di ospiti che eravamo e siamo in grado di gestire era di una ventina al massimo.  I dati effettivi parlano chiaro. In questo momento sono presenti 15 persone. 

Secondo punto: ho dato la mia disponibilità per un periodo limitato a poco più di un mese e mezzo perché il 28 novembre Bosco Gurin aprirà la sua stagione invernale, ciò che comporta tutta una serie di aspetti organizzativi che non possono essere ignorati.  Se avessi voluto, nulla mi avrebbe impedito di ospitare questo gruppo ancora per qualche settimana.

Terzo: tutti si professano esperti nel fare i calcoli in casa altrui. Eppure il signor Balli (che lavora per un istituto di credito) dovrebbe anche saper fare qualche calcolo dal profilo dei costi. Ottanta franchi al giorno per asilante non è altro che una partecipazione ai costi piuttosto che un guadagno. Soltanto chi ha alle spalle anche una pur minima esperienza imprenditoriale non ha difficoltà a capire che con ottanta franchi a testa al giorno non si va lontano (per una colazione, un pranzo, una cena, bevande incluse, pernottamento con tutta una serie di costi indiretti quali sono – per una struttura così grande – elettricità e riscaldamento, senza  dimenticare il personale appositamente assunto.

Da parte mia ho dato la piena disponibilità a collaborare e ad assumere l’impegno per questa persone disagiate. Abbiamo organizzato una colletta per raccogliere abiti e indumenti caldi, ma anche corsi d’italiano tre volte la settimana. Facciamo sicuramente molto di più rispetto alla partecipazione dei costi che il Cantone ci riconosce. Purtroppo questi aspetti concreti non sono considerati da tutti.

Dell’uso che faccio delle mie proprietà non devo dare giustificazione alcuna, né al deputato signor Balli, né a chi (fortunatamente una minoranza) sta dimostrando di avere soltanto un forte mal di pancia. Come ho avuto modo di affermare, nel percorso della mia attività imprenditoriale ho fatto molti investimenti in diversi settori e l’ho fatto perché ci ho creduto e non semplicemente per questioni di lucro (altrimenti avrei investito  in altri ambiti e non nel settore deficitario degli impianti di risalita). Mi sono quindi lanciato in questa nuova sfida pur sapendo che avrebbe dato i suoi grattacapi (infatti prevedevo che ci sarebbero state reazioni da parte della Lega). Fortunatamente la popolazione ha compreso la situazione e reagito molto bene. Nei prossimi giorni stiamo organizzando  con l’autorità comunale per questa povera gente delle possibilità di lavoro di pubblica utilità a Bosco Gurin. Sono convinto che queste persone sono addirittura meglio seguite in questa zona discosta a 1500 metri di altitudine piuttosto che in una città perché tra  loro e gli abitanti si sta già instaurando un rapporto quasi di amicizia e di solidarietà. Ma tutto questo ha un prezzo che il solerte interrogante purtroppo non conosce. 

Caro signor Balli, cerchi di essere più prudente nella critica e più generoso nella Lode. Si faccia portatore di questo messaggio positivo all’interno del suo movimento. Se per lei è così redditizio ricevere questo contributo cantonale (deciso da disposizioni di legge e non pattuito al tavolo di un bar), perché non mette a disposizione qualche letto in casa sua? Dia a queste persone tutti i pasti di cui necessitano, faccia loro il bucato, metta a disposizione 24/24 una o due persone per assisterle, presti loro le cure necessarie anche mediche, organizzi turni per il lavaggio delle stoviglie. Organizzi un interprete affinché queste persone, che non parlano la nostra lingua, possano comunicare con lei. Compia un atto concreto di buona volontà invece di rivolgere critiche gratuite solo per ottenere visibilità. Criticare è facile, rimboccarsi le maniche un po’ meno. Soltanto dopo aver provato mi potrà dire se l’operazione è veramente così redditizia. Il semplice cittadino che pensa con la propria testa non potrà quindi che rimanere basito nel leggere i contenuti della Sua interpellanza nella quale si chiedono al Consiglio di Stato dati e cifre che non riguardano né lei, né altri. E impari a distinguere la differenza  tra un immobile pubblico e  un immobile privato (per il quale i sussidi cantonali c’entrano come i  cavoli a merenda!). 

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