Presentato il piano di rilancio del Cantone, il deputato si chiede che fine abbiano fatto tre sue mozioni ancora inevase. “Non vale solo per me, anche altri in questi anni hanno fatto proposte e atti parlamentari e sarebbe bello sapere dove sono finiti”

BELLINZONA – Bene il futuro e il piano di rilancio del Cantone, ma delle proposte passate che ne è? Questa in sostanza la critica mossa da Sergio Morisoli all’indirizzo del DFE e del suo direttore, Christian Vitta.
Il deputato de La Destra ricorda sue tre mozioni per il rilancio economico (l’invito a un “Patto economico per il Paese”, ripreso nelle successive vie con l’aggiunta della richiesta di creazione di due fondi “per ristrutturare lo Stato e il suo agire” e per il “Futuro”) “datate – sottolinea – 29 settembre 2012, 14 ottobre 2012, e richiamate il 14 aprile 2014 ancora rimaste inevase dopo 36 mesi ! La legge prevede che il Governo le evada entro 6 mesi”.
Oggi, incalza Morisoli, “abbiamo appreso del piano del DFE per rilanciare il Cantone, non entro per ora in materia. Constato però che non è stato fatto nessun cenno alle mozioni inevase e men che meno qualsiasi riferimento ai loro contenuti. O almeno rispondere che sono da buttare e che non valgono nulla. Non vale solo per me, anche altri in questi ultimi anni hanno fatto proposte e atti parlamentari e sarebbe bello sapere dove sono finiti”.
Ad inizio legislatura, conclude, “era l'occasione buona per fare il punto sulla situazione non solo con i ricercatori ma anche con quei politici che hanno fatto e continuano a fare proposte per il rilancio del Ticino. Occasione mancata, sarà per un'altra volta. Il DFE cambia il Direttore, ma non il modo di trattare i deputati?”