POLITICA E POTERE
Studio IRE sul lavoro, Quadri contro Maggi e Martinoli: "Arroganti. Quell'indagine farlocca è una coltellata nella schiena. A proposito: quanti frontalieri lavorano all'USI?"
Il consigliere nazionale leghista: "Danneggia chi, a Berna, tenta faticosamente di far capire i problemi che il nostro Cantone ed i suoi abitanti si trovano ad affrontare per colpa della libera circolazione senza limiti"

LUGANO - “Lo studio IRE fatto apposta per farsi dire che in regime di devastante libera circolazione delle persone va tutto bene, si dimostra un vero vaso di Pandora per l'istituto”.
Anche il consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri interviene, sul suo profilo Facebook, sulla polemica che questa settimana ha infiammato la politica ticinese: quella sullo studio dell’IRE, istituto di ricerche economiche che fa capo all’USI, sul mercato del lavoro. E va giù pesante.

Scrive Quadri: “Prima l'arrogante reazione di Rico Maggi, secondo cui la realtà non è quella che i ticinesi vivono quotidianamente sulla loro pelle, bensì quella raccontata dal suo studio farlocco, pagato con soldi pubblici, sulla cui scientificità si può disquisire eccome. Poi l'intemerata del presidente USI Piero Martinoli contro la mozione della Lega che provocatoriamente propone di chiudere l'IRE, con le solite allusioni a fascismo e nazismo. Tipica reazione retorica dei politicamente corretti: ogni posizione non gradita è "fascista" (leggi qui).
Lo studio (?) dell'IRE danneggia il Ticino, poiché costituisce una coltellata nella schiena a chi, a Berna, tenta faticosamente di far capire i problemi che il nostro Cantone ed i suoi abitanti si trovano ad affrontare per colpa della libera circolazione delle persone senza limiti, e la necessità di trovare delle soluzioni "ad hoc" per una situazione che non ha eguali in Svizzera. E adesso arriva l'indagine taroccata, pagata con i soldi del contribuente, a raccontare la storiella (perché questa sì che è una storiella) che "tour va bien, Madame la marquise"! Complimenti, Maggi & co, proprio un risultato di cui andare fieri! Speriamo che il Cantone abbia almeno il buon gusto di non pagare il conto. A proposito: quanti frontalieri lavorano all'USI?”.

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