POLITICA E POTERE
La Job Contact replica: "Subdole barricate dell'OCST: siamo oggetto di un’illegittima azione sindacale ingiuriosa e vessatoria"
La direzione dell'azienda: " È indubbio che ci si trovi di fronte a battaglie ideologiche personali che nulla hanno a che fare con gli interessi dei lavoratori"
LUGANO - "Subdole barricate dell'OCST".È questo il titolo di un comunicato stampa inviatoci dalla direzione di Job Contact in replica all'atto parlamentare inoltrato stamane da Giorgio Fonio e Michela Delcò Petralli. Di seguito, per estero, la presa di posizione dell'azienda. "La Direzione della Job Contact SA, visti ancora i recenti articoli diffamatori apparsi sulla stampa, informa che da oltre tre anni è oggetto di un’illegittima azione sindacale ingiuriosa e vessatoria, orchestrata subdolamente da rappresentanti sindacali che agiscono nella duplice veste di sindacalisti e funzionari delle diverse commissioni paritetiche di categoria. Si tratta di comportamenti deplorevoli che stanno arrecando notevoli danni all’Azienda, ai collaboratori interni e a tutto il personale interinale (circa 800 lavoratori e lavoratrici) che attraverso la Job Contact hanno trovato uno sbocco occupazionale. Per tali ragioni la Direzione ha dato mandato al proprio legale di intervenire a tutela dell’onorabilità dell’Azienda, nonché della dignità e della personalità di tutti i suoi collaboratori. Da ciò la scomposta reazione di certi sindacalisti che ritengono di poter violare e calpestare i più elementari diritti dell’Azienda e del suo personale. Non stupisce, dunque, ma crea sconcerto, la scomposta sortita politico-­‐sindacale dell’OCST caratterizzata dalla deviante interrogazione, divulgata con toni sensazionali agli organi d’informazione, volta e gettare, ancora una volta, discredito sulla più importante impresa ticinese di prestito di personale che, come sanno i responsabili della stessa organizzazione sindacale, si dimostra la più ligia del Cantone sul rispetto delle regole contrattuali e dei diritti sociali e salariali dei propri collaboratori. È indubbio che ci si trovi di fronte a battaglie ideologiche personali che nulla hanno a che fare con gli interessi dei lavoratori ed è deplorevole constatare come si faccia un penoso e scorretto uso strumentale di un’importante istituzione sindacale e della politica, con meschine finalità di rappresaglia contro un’importante impresa del Cantone. Inoltre è oltremodo scorretto e non professionale, tentare di veicolare in generale l’errata immagine che le agenzie attove nel prestito di personale siano responsabili delle turbative del mercato del lavoro (dumping), quando invece i sindacalisti sanno benissimo che le stesse agenzie sono soggette ai contratti collettivi di categoria e per questo sottoposte ai più approfonditi controlli da parte di tutte le Commissioni paritetiche di settore. Le cause del dumping salariale vanno ricercate altrove, magari proprio in quei settori e quel tipo di aziende non controllate e che confidano sui favori di sindacalisti compiacenti, che più che difendere gli interessi dei lavoratori curano quelli di bottega.
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