Il tormentone Gobbi-in-Consiglio-federale, da Carter al post sullo "zimbello"

BELLINZONA - E ti pareva che non rispuntava la vecchia storia del “negar”. Il Blick oggi fa il contropelo a Norman Gobbi, la cui candidatura al Consiglio federale evidentemente non piace alla sinistra svizzera, né a quella che mangia wiener schnitzel e pommes frites né a quella che si nutre a caviale.
Il quotidiano d’oltralpe non poteva perdersi la ghiotta occasione di aprire l’armadio di Gobbi e di tirar fuori lo scheletro, che era lì dentro appeso ad aspettare di essere riportato alla luce come un archeo-reperto di Indiana Jones.
Titoli a caratteri cubitali: Dieser Hooligan will für die SVP in den Bundesrat” – Questo hooligan vuole entrare in Consiglio federale con l’UDC -, e "Jetzt kommt der Neger!" - "Ades a ghé scià 'l negar", la famosa quanto inopportuna frase pronunciata (e condita con mimica scimmiesca) da Gobbi alla Valascia nel novembre del 2007 durante un derby. Frase riferita al giocatore canadese di colore Anson Carter, che allora militava nelle fila del Lugano.
Episodio che costò a Gobbi, allora membro del Consiglio di amministrazione dell’Ambrì, una multa di 2'000 franchi da parte della Lega hockey.
Il Blick ricorda che Gobbi si scusò con Carter e riporta anche una sua dichiarazione: "È stato un goffo incidente. Me ne dispiaccio, ma ho imparato la lezione".
Intanto, sul Corriere del Ticino, il presidente dell’UDC Toni Brunner difende a spada tratta la candidatura del presidente leghista del Governo ticinese, ricordando gli anni in cui sedette in Consiglio nazionale: "Era membro del nostro gruppo e posso dire che era assolutamente sulla nostra linea. Inoltre mi ha subito colpito per la sua capacità di creare contatti e anche di ascoltare e accettare, essere insomma collegiale".
Brunner torna poi sulla necessità di riportare un ticinese sotto il cupolone di Palazzo federale: "Dal 1999 il Ticino non è più in Governo; e nella Svizzera tedesca abbiamo diversi candidati. Con queste basi un ticket a tre mi pare l'opzione più allettante. Io però non sono il gruppo UDC. Sono il presidente e porterò questa idea davanti al presidio del gruppo lunedì prossimo".
E ancora: "Il triplo ticket sarebbe un'offerta attrattiva per l'Assemblea federale, perché allora la questione ticinese potrebbe essere davvero tematizzata (…). Di fronte a un romando, uno svizzero-tedesco e un ticinese i gruppi dovranno chiedersi qual è la scelta più sensata".
La candidatura di Gobbi non poteva non essere tematizzata anche sui “social”. Su Facebook si sfidano due gruppi di “ultrà”, quelli favorevoli e quelli contrari al ministro leghista.
“Non vogliamo Gobbi a Berna.
Meglio un romando o uno svizzero tedesco decente piuttosto che un ticinese impresentabile”, è lo slogan del gruppo “Gobbi non mi rappresenta”, creato in questi giorni su Facebook e che conta ad oggi circa 630 fans.
Post tipo: “Lega e l'UDC berciano contro gli svizzeri che hanno il doppio passaporto. "Come fanno a essere fedeli a due Paesi diversi?", si chiedono. E ancora: "Che succede se i due Paesi hanno politiche/idee/passioni differenti?". E su 'sta cosa ci fanno due coglioni così. Un esempio? Ada Marra e la foto con la maglia della Nazionale di calcio italiana. Una storia che francamente non si può più sentire, per quanto ci hanno tritato le gonadi. Però... appartenere a due partiti diversi non crea lo stesso problema? Che succede se la Lega e l'UDC su qualche questione dovessero avere posizioni divergenti? A chi sarà fedele Gobbi?”.
Lo slogan del gruppo “Gobbi mi rappresenta”, che conta circa 380 fans, è invece “Un ticinese in Consiglio Federale. Norman Gobbi è la persona giusta al posto giusto!”.
In questa pagina, oltre alla foto-story di Norman dagli anni dell’adolescenza ad oggi, spicca un post interessante, che merita citazione: “E se quelli dell'UDC avessero bisogno di uno zimbello? Zimbello: uccello che viene usato come richiamo per altri uccelli, il merlo è un uccello che, di regola abbocca facilmente”.
Ecco, sul tormentone Gobbi-in-consiglio-federale per oggi è (quasi) tutto.
emmebi