Intervista alla nuova coordinatrice dei Verdi: “Bel segnale dall’Assemblea. Ma sono chiara, ci tengo al mio fegato: se non si potrà lavorare, è inutile per me andare avanti"

BELLINZONA – È una Michela Delcò Petralli risoluta quella che risponde all’altro capo del telefono. Uscita dall’assemblea straordinaria tenutasi sabato all’auditorium dell’USI a Lugano come nuova coordinatrice dei Verdi – almeno per il prossimo anno –, con la sua nomina si chiude di fatto un’era politica del partito.
“Io preferisco parlare di un inizio – commenta a Liberatv –. Comincia qualcosa di nuovo che può portare verso l’unità e la cessazione di ogni turbolenza all’interno dei Verdi”.
E lei su questo è stata fin da subito molto chiara: o si ritroveranno la pace e la serenità, o se ne andrà. Il suo mandato è cominciato sotto l’auspicio di quel ramoscello di ulivo comparso all’auditorium e i suoi obbiettivi sono chiari. Molto però porta a dire che la missione si preannuncia ardua…
“Vedremo. Evidentemente mi sono messa a disposizione a condizione di poter lavorare. Se così non sarà, non sono disposta a mantenere la mia nomina. Fare la coordinatrice di un partito non era nei miei progetti, mi ci sono trovata, ma ci tengo ancora alla mia vita e al mio fegato e quindi, se non ci saranno le condizioni, è inutile andare avanti. Però oggi c’è stato un bel segnale da parte dell’assemblea: mi sembra si sia svolta all’insegna della tranquillità e del buon senso. Nella sala ho visto tante persone che mancavano da tempo e le ho salutate con un bentornate a casa. Una casa che, come detto, spero diventi accogliente e sappia produrre buone idee e azioni politiche”.
Lei raccoglie le redini di un partito confrontato con un momento difficile. Spaccato, dopo gli insuccessi elettorali e le diatribe interne, tra un Savoia “one man show” da un lato e dall’altro… gli altri. E i Verdi? dove stanno?
“Domanda difficile. I Verdi non hanno vinto alle scorse elezioni proprio perché sono arrivati all’appuntamento già spaccati, litigiosi, perdendo quindi molta credibilità nei confronti degli elettori. Oggi il discorso deve perciò essere proprio questo: ritrovare la nostra anima e il nostro nucleo verde a cui agganciare le nostre proposte e azioni politiche. E insisterò su questo. Ma, sottolineo, non significa essere monotematici e occuparsi solo di ambiente. La sensibilità ecologica è la base, il punto fermo. Ma i Verdi sono un partito e in quanto tale devono affrontare a 360 gradi tutti i temi sociali in agenda. Il nostro obbiettivo è cambiare il modello economico che si è imposto. Un modello in contrapposizione con la vita sulla terra. Da qui parte tutta la nostra azione, che deve quindi toccare aspetti più ampi”.
In questo ultimo periodo la casa ecologista ha visto aumentare i suoi inquilini: prima Noi, poi Orizzonte Verde. Come vede nella sua missione conciliatrice la convivenza all’interno del partito di queste formazioni opposte?
“Oggi c’erano diversi che hanno aderito ad Orizzonte Verde, come anche i membri di Noi. Convivere è possibile, sempre che nessuno si metta a fare la guerra ai Verdi, perché allora vuol dire che il loro posto non è più all’interno del partito. Bene il dibattito e l’esprimere opinioni differenti, ma mantenendo sempre il rispetto nel confronto. Inoltre, evidentemente, chi fa ancora parte del partito deve attenersi alla linea che uscirà dalla base verde e non riferirsi ad altra base. Altrimenti, come sopra, non sono più nei Verdi”.
Un chiaro messaggio a Noi… Parlando dell’associazione, dall’assemblea, per citarne due su tutti, sono emersi segnali differenti tra il voto favorevole alla sua nomina di Franco Denti e l’astensione di Tamara Merlo. Cosa ne pensa?
“Non so cosa vogliano fare. Resta il fatto che il partito ha i suoi meccanismi democratici decisionali e dovranno attenervisi: se verrà deciso qualcosa e non vogliono attenervisi, la porta è sempre aperta”.
In entrambe i sensi, par di capire.
“Chiaro, per chi entra e per chi esce…”
Delcò Petralli, veniamo al futuro. Tra le sfide che la attendono in questo suo anno da coordinatrice c’è certamente l’appuntamento con le Comunali di aprile. Come vi arriveranno i Verdi?
“Come ho già annunciato all’Assemblea, la prima cosa da fare è riunire al più presto il Comitato per cominciare a lavorare. È ormai un lungo periodo che i Verdi non si sono più sentiti, proprio perché si attendeva di vedere come si sarebbe riorientato il partito. Ora la coordinatrice c’è e possiamo rimetterci al lavoro. Gli appuntamenti importanti sono due: certamente ci sono le Comunali e qui saranno le varie sezioni che dovranno decidere se presentare liste uniche o alleanze e cercare candidati che condividono i nostri principi a livello comunale. Il secondo, primo in ordine cronologico, è il voto sul tunnel del Gottardo e qui spero che tutti quelli che hanno a cuore l’ambiente e combattono il riscaldamento climatico si uniscano in un fronte compatto contro questo raddoppio che, se dovesse concretizzarsi, sarebbe la cosa peggiore per il Ticino”.
ibi