POLITICA E POTERE
Retromarcia sui permessi, a Berna non basta: "Il Governo ticinese ripristini completamente la legalità"
Pur giudicando positivamente la decisione di far cadere l'obbligo di presentare il certificato dei carichi pendenti per i permessi B o da frontalieri, la Confederazione chiede che venga tolta anche la misura sul casellario giudiziale
BELLINZONA - Bene ma non basta: il Governo ripristini completamente la legalità. È questa la prima risposta che arriva da Berna alla parziale retromarcia del Consiglio di Stato in materia di politica dei permessi. La scorsa settimana, ricordiamo, i ministri avevano deciso nello stupore generale di far cadere l'obbligo di presentare il certificato dei carichi pendenti per i candidati ad ottenere o a rinnovare i permessi B o da frontalieri. Al contempo il Governo ha voluto mantenere la presentazione del casellario giudiziario obbligatorio, come documento indispensabile.Una mossa che l'Esecutivo ticinese aveva promosso come azione distensiva verso Berna e verso Roma, per contribuire a sbloccare le trattative fiscale tra Svizzera e Italia da tempo impantanate. La Regione ha raccolto la prima reazione da parte della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali, a cui il Consiglio di Stato aveva comunicato per lettera la sua decisione rivolgendosi al Segratario di Stato jacques de Watteville. "Abbiamo preso conoscenza dei contenuti della lettera – spiega un portavoce al quotidiano sopracenerino –. La sospensione della misura sul certificato dei carichi pendenti rappresenta uno sviluppo che giudichiamo positivamente. Ci preme ciononostante ricordare che il Consiglio federale si attende dal governo ticinese il ripristino del quadro legale".Secondo Berna, insomma, par di capire, solo un completo dietrofront da parte del Ticino potrebbe effettivamente sbloccare la situazione e far ripartire le trattative verso la conclusione.
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