La lettura dell'ex presidente del PLR alla vigilia dell'elezione del Consiglio federale

LUGANO – “Molto dipenderà dalla prima votazione. Lì si vedrà se Norman Gobbi ha reali possibilità di successo. Se domattina raccoglierà almeno cinquanta o sessanta voti, allora potrebbe davvero farcela a entrare in Consiglio federale”.
Alla vigilia del voto delle Camere che, mai come questa volta negli ultimi anni, tiene il Ticino col fiato sospeso, questa è la lettura di Fulvio Pelli.
L’ex consigliere nazionale conosce bene le dinamiche e i meccanismi di Palazzo federale, non solo per la sua lunga militanza a Berna ma anche per i ruoli di primissimo piano che ha svolto nel PLR nazionale.
“Credo che questo, guardando il quadro generale, sia un buon momento per il Ticino – aggiunge Pelli – e nonostante a mio avviso il favorito per la successione a Eveline Widmer-Schlumpf rimanga il candidato svizzero tedesco, Thomas Aeschi, credo che il ruolo dell’outsider lo giocherà più Norman Gobbi che Guy Parmelin. Anche se fare pronostici è davvero difficile”.
Domattina si giocherà una partita a tre per il posto in Consiglio federale lasciato libero da Widmer-Schlumpf. Difficile infatti immaginare “candidature selvagge”. Le Camere dovranno scegliere tra i tre candidati ufficiali proposti dall’UDC: Aeschi, 36 anni, di Zugo. Parmelin, 56 anni, del canton Vaud. Gobbi, 38 anni, ticinese. Dopo la prima votazione si capirà se il leghista gode o no dell’appoggio dei deputati svizzero-tedeschi e se farà meglio di Parmelin potrà giocarsi l’elezione con Aeschi.
Socialisti e liberali, che sono molto forti in Romandia, hanno poco interesse a sostenere un candidato UDC romando, e probabilmente per questo motivo Parmelin sarà, tra i tre, quello che avrà più difficoltà. Ma potrebbero anche avere poco interesse, in questo momento, a favorire un ticinese. Ecco perché immaginare cosa succederà domattina è molto difficile.
Ma al di là delle dinamiche partitiche e regionali, bisognerà capire se Gobbi è riuscito a convincere i “grandi elettori” (vale a dire i deputati) nel corso delle audizioni.
Si dice sia stato piuttosto bravo nel presentarsi, anche se gli resta appiccicato addosso il “peccato originale” di essere un leghista. La Lega, oltre Gottardo, non gode infatti di grandi simpatie. Nemmeno tra i militanti dell’UDC.
Per farcela, Gobbi dovrebbe dunque raccogliere al primo turno almeno una trentina di voti dai deputati democentristi, che in gruppo sono settanta. E almeno cinquanta o sessanta voti complessivi, vale a dire circa un quarto del totale. Se così sarà, domani le campane in Ticino potrebbero davvero suonare a distesa in un sol coro.
emmebi