POLITICA E POTERE
Cade la moratoria degli studi medici. E Regazzi attacca i colleghi ticinesi di PLR, UDC e Lega: "Mossa sciagurata"
Lo ha deciso questa mattina il Consiglio Nazionale, con una votazione che più tirata non si può (97 a 96 e 1 astenuto). Decisivo l'asse PLR-UDC uscito rafforzato dalle ultime elezioni
BERNA - La moratoria sugli studi medici non esiste più. Lo ha deciso questa mattina il Consiglio Nazionale, con una votazione che più tirata non si può (97 a 96 e 1 astenuto). Dalla prossima estate, dunque, i Cantoni non avranno più la facoltà di bloccare l'ammissione nel sistema sanitario di nuovi medici. Decisivo per l'abrogazione della moratoria l'asse in Parlamento tra PLR e UDC. Un asse uscito rafforzato dalle ultime elezioni e che oggi ha suonato il primo squillo. L'abolizione della moratoria sugli studi medici sta già suscitando diverse reazioni critiche, soprattutto da parte di Consiglieri Nazionali ticinesi, preoccupati che la "caduta del muro" farà esplodere i costi della salute."Grazie all'alleanza PLR e UDC, con purtroppo il sostegno dei loro consiglieri nazionali ticinesi - scrive su Facebook Fabio Regazzi - la legge che avrebbe dovuto mantenere la moratoria degli studi medici - e quindi il contenimento dei costi della salute - è caduta nel voto finale. I ticinesi possono a questo punto ringraziare i consiglieri nazionali Lega (ma non era il partito che difende gli interessi del Ticino?) PLR e UDC che hanno sciaguratamente affossato questa riforma nonostante le chiare indicazioni date dalla Deputazione ticinese".Duro anche il commento della Consigliera Nazionale socialista Marina Carobbio: "L’alleanza UDC-PLR provoca un aumento dei premi cassa malati! L’alleanza di destra si fa subito sentire e questa mattina al Consiglio nazionale ha affossato la legge per regolare l’apertura di studi medici. Ciò comporterà un aumento dei costi sanitari e quindi dei premi. Senza una regolamentazione il Ticino sarà uno dei cantoni più toccati. E’ una mancanza di responsabilità da parte di dei partiti di destra che, oltre a far aumentare costi sanitari e premi cassa malati, apre la strada alla soppressione del cosiddetto “obbligo di contrarre “ . Un ulteriore aumento dei premi sarà utilizzato dai partiti di destra per far sì che siano le casse malati a decidere con che medici lavorare, in barba alla libertà di scelta degli assicurati.
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