POLITICA E POTERE
Bertoli tuona contro PLR, UDC e Lega: "Tristi storie di ordinaria incoerenza". E Dadò pubblica la foto del Nano e di Maspoli: "Se questo non è tradimento..."
Continua la bufera dopo la decisione del Nazionale di far cadere il blocco ai nuovi studi medici
BELLINZONA - Non si placano le polemiche in Ticino contro la decisione adottata ieri dal Consiglio Nazionale di far cadere la moratoria sui nuovi studi medici. Una scelta che porterà a un'esplosione dei costi, con relativo aumento dei premi di cassa malati, oltre a un'invasione di medici stranieri. Questa la tesi degli oppositori alla fine del "blocco".Ma la vicenda porta in grembo una partita nella partita tutta ticinese. Nel mirino dei critici sono infatti finiti i deputati del nostro Cantone che hanno approvato la misura in Parlamento: Ignazio Cassis, Giovanni Merlini, Lorenzo Quadri, Roberta Pantani e Marco Chiesa. Sulla graticola in particolare i due leghisti, essendo sempre stata la Lega in prima linea contro le casse malati e a difesa della protezione del lavoro indigeno. Come hanno potuto votare una misura che danneggia così gravemente il Ticino? Questa la domanda che gli avversari ripetono come un mantra da 24 ore a questa parte.Dopo le bordate di ieri da parte di Paolo Beltraminelli, che ha parlato addirittura di golpe, oggi un altro ministro, Manuele Bertoli, dice la sua: "A Berna - scrive su Facebook il Consigliere di Stato socialista - la maggioranza PLR, UDC-Lega ha inferto un duro colpo ai costi sanitari ticinesi. In nome del tabù ideologico del non interventismo statale non ci saranno dal 2016 barriere all’apertura di nuovi studi medici specialistici, che naturalmente fattureranno allegramente a carico delle casse malati (qui il denaro anche se pubblico non fa schifo), le quali aumenteranno i premi. Risultato: avremo più medici esteri e dovremo erogare più sussidi alle persone che faticano a pagare tali premi"."Poi naturalmente - ha aggiunto Bertoli - a Bellinzona, con grande coerenza, gli stessi faranno battaglie fondamentali nel segno del “prima i nostri” e si chiederà di stringere la cinghia sui sussidi ai premi di cassa malati, magari contando sul fatto che i cittadini non si ricordino o non capiscano. Tristi storie di ordinaria incoerenza".Ancora più duro Fiorenzo Dadò. Il capogruppo del PPD in Gran Consiglio ha postato la storica foto di Giuliano Bignasca e Flavio Maspoli durante la carovana della libertà. E ha tuonato: "Se questo non è tradimento...erano contro i frontalieri e voi avete aperto le porte ai frontalieri. Erano contro i cassamalatari e voi come soldatini avete spalancato le porte ai cassamalatari. Che delusione!"
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