E su LaDestra, creata l'anno scorso con AreaLiberale, dice: "Per AreaLiberale il futuro è quello di confluire nell'UDC"
BELLINZONA - Nell’ottobre 2011, quando prese il timone dell’UDC ticinese, Gabriele Pinoja si trovò “un partito che usciva da un successo importante, la conquista del seggio al Consiglio nazionale”. In un’intervista alla Regione, il presidente democentrista racconta questi anni e parla dei turbolenti rapporti con la Lega. E, a nome del partito, recita il “mea culpa”.
“In verità più tardi abbiamo capito che ignorare, nelle nostre critiche, chi la pensa molto diversamente da noi per prendersela solo, o in particolare, con chi ci è più vicino, non è affatto una tattica vincente. Voglio precisare che lo scontro ripetuto in questi anni con la Lega dei Ticinesi non è stato certo un mio desiderio. Resta il fatto che abbiamo sbagliato”.
E aggiunge: “Poi ci si è resi conto che crescere, per l’Udc, vuol dire soprattutto portare via voti al Ppd e al Plr. Personalmente ne sono sempre stato convinto, perché il leghista è tutto sommato diverso dal nostro elettore tipo. Penso a un certo populismo che non ci coinvolge”.
E conclude con una riflessione su ‘La Destra’, nata nel 2015 dall’accordo tra UDC e AreaLiberale in vista delle elezioni cantonali. Quella lista che, ricordiamo, provocò all’UDC la perdita di due deputati, tra i quali il capogruppo Orlando Del Don, a vantaggio di AreaLiberale, ha “generato – secondo Pinoja - una ‘mini guerra’ con la Lega che non aveva ragione di essere”. E il futuro, sempre stando al presidente dell’UDC, per AreaLiberale è “quello di confluire nell’Udc”.
red