CAMORINO - "Auspichiamo vivamente che la Direzione di Alptransit terrà presente questa caduta di stile quando, nel 2020, inaugurerà la galleria". Ticinowine prende posizione sulla polemica nata a margine dei festeggiamenti per la caduta dell'ultimo diaframma della galleria di base del Ceneri. Anche l'associazione di categoria dei produttori di vino ticinese critica la scelta degli organizzatori di offrire ai numerosi vino italiano.Il caso insomma monta suscitando le reazioni di politici e comuni cittadini. A far scoppiare la grana, ricordiamo, era stato il capogruppo del PPD Fiorenzo Dadò, postando su Facebook le foto del vino con commento al vetriolo: "Con la caduta del diaframma principale della galleria del Ceneri cade anche lo stile. Che la grande opera abbia raso al suolo i vigneti e prosciugato le fonti ticinesi? Oltre 18 miliardi del contribuente svizzero per poi comperare acqua e vino italiano. Salute!".E proprio dal post di Dadò parte la replica di Ticinowine: "Con riferimento alle preoccupazioni espresse dall'onorevole Dadò e pubblicate su alcuni giornali online a proposito dell'eventuale sparizione dei vigneti ticinesi, Ticinowine rassicura sul fatto che la superficie vitata ha resistito alle monumentali opere realizzate da Alptransit e che i vini ticinesi in cantina sono eccellenti". "Purtroppo - aggiungono i viniviticoltori - non è la prima volta che i prodotti ticinesi vengono snobbati in occasione di eventi ufficiali. Spesso chi opta per il vino estero lo accompagna pure con scaglie di parmigiano, salumi d'importazione e - ciliegina sulla torta - con un pandoro al posto di un panettone nostrano o una torta di pane". Quindi, la conclusione: "Ticinowine auspica vivamente che la Direzione di Alptransit terrà presente questa caduta di stile quando, nel 2020, inaugurerà la galleria".