Mega appello alla cittadinanza del fronte del "no"
BELLINZONA - Da Franco Ambrosetti, "il padrone", a Renzo Ambrosesetti, il sindacalista. Da Franco Cavalli e Fabio Regazzi. Passando per Gabriele Gendotti, Mario Botta, Fabio Pusterla. Fino A Marco Solari, Dick Marty, Daniele Finzi Pasca. E tanti altri, solo per restare in Ticino. Perché poi ci sono anche le firme di politici ed esponenti della società civile di primo piano di tutta la Svizzera: ex consiglieri federali, Consiglieri di Stato, dirigenti di azienda, professori e uomini di cultura.
Insomma, tanta e tante personalità tutte unite contro l'iniziativa per l'attuazione dell'UDC contro i criminali stranieri in votazione il prossimo 28 febbraio. Oggi sui giornali è apparsa un'inserzione a tutta pagine che, oltre alle prestigiose firme, e un "no" grande come un palazzo, spiegava le ragioni per cui a detta dei promotori bisogna opporsi al testo. Un appello ai cittadini, così viene chiamato, affinché la Svizzera resti uno stato di diritto.
"L’«iniziativa per l’attuazione» dell’UDC - si legge nel testo - compromette lo Stato di diritto Già oggi una persona straniera che viola il codice penale rischia di essere espulsa dalla Svizzera. Tuttavia, come tutti i cittadini di uno Stato di diritto, gli stranieri hanno il diritto di essere sentiti prima che venga pronunciata una sanzione contro di loro. Hanno inoltre il diritto di sottoporre a verifica la proporzionalità della sanzione. Se l’«iniziativa per l’attuazione» dell’UDC sarà adottata, questi diritti verranno meno e lo Stato di diritto sarà compromesso. L’«iniziativa per l’attuazione» dell’UDC viola la separazione dei poteri I tribunali svizzeri hanno il compito di giudicare tutti gli autori di un reato in modo equo e conformemente all’entità della loro colpa. Data la separazione dei poteri, la giurisprudenza deve restare indipendente. Non può essere strumentalizzata a fini politici. L’«iniziativa per l’attuazione» dell’UDC intende costringere i tribunali a pronunciare espulsioni automatiche, senza esame dei casi individuali. In tal modo l’UDC distrugge l’indipendenza dei tribunali e abolisce la separazione dei poteri".
"L’«iniziativa per l’attuazione» - prosegue l'appello - dell’UDC calpesta i diritti umani e mira a iscrivere l’automatismo delle espulsioni nella Costituzione federale, benché un simile meccanismo sia contrario ai diritti umani e ai principi dello Stato di diritto sanciti dalla stessa Costituzione. Le nuove disposizioni dell’iniziativa dell’UDC prevarrebbero addirittura sul diritto internazionale che la Svizzera si è impegnata a rispettare in appositi trattati. Ignorando gli insegnamenti del 20° secolo, l’«iniziativa per l’attuazione» si oppone alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e rimette in questione le garanzie in materia di diritti dell’uomo. L’«iniziativa per l’attuazione» dell’UDC attacca le secondas e i secondos Numerose persone che sono cresciute in Svizzera, che qui vanno a scuola, apprendono un mestiere, studiano e lavorano, si distinguono dalle cittadine e dai cittadini svizzeri solo per il fatto di non possedere la nostra nazionalità. L’«iniziativa per l’attuazione» sottomette i cosiddetti secondos a un diritto speciale. Anche i secondos ben integrati verrebbero allontanati dalla famiglia e dagli amici per un reato minore, dato che l’iniziativa prevede il rinvio nel Paese dei loro avi se nei dieci anni precedenti sono già stati condannati a una pena pecuniaria, indipendentemente dal fatto che conoscano tale Paese o ne parlino la lingua".
"L’«iniziativa per l’attuazione» dell’UDC - scrivono ancora i firmatarie - è una barbarie perché stabilisce distinzioni tra le persone unicamente sulla base del passaporto e non della situazione personale. È una barbarie. Chiunque in Svizzera voglia difendere la giustizia e l’uguaglianza di fronte alla legge, chiunque voglia vivere e lavorare all’insegna della libertà e della comunanza con le cittadine e i cittadini di altri Paesi, chiunque consideri la Svizzera come parte del mondo civilizzato, non potrà che votare contro l’«iniziativa per l’attuazione». Appello urgente alle Svizzere e agli Svizzeri".
"Lanciamo un urgente appello a tutte le Svizzere e a tutti gli Svizzeri – a tutte le cittadine e tutti i cittadini responsabili e consapevoli di appartenere alla società civile svizzera –, affinché combattano l’«iniziativa per l’attuazione» dell’UDC. Il 28 febbraio 2016 dovremo vincere, «consci che libero è soltanto chi usa della sua libertà e che la forza di un popolo si commisura al benessere dei più deboli dei suoi membri», come recita la Costituzione federale", termina il testo seguito da una pioggia di sottoscrizioni.
La lista dei firmatari
Vania Alleva, presidente dell’Unia; Franco Ambrosetti, presidente Camera di Commercio; Renzo Ambrosetti, sindacalista; Peter Arbenz, consulente politico; Tiziana Arnaboldi, direttrice teatro; Brenno Balestra, primario medicina; Thomas Bär, avvocato; Fabrizio Barazzoni, medico; Augusto Bernasconi, medico; Peter Bichsel, scrittore; Anna Biscossa, ingegnere agronomo; Marco Blaser, ex direttore della Radio e della Televisione ticinese; Lisa Blatter, regista del film «Heimatland»; Enrico Borelli, sindacalista; Claudio Bosia, medico; Mario Botta, architetto; Alexander Briner, manovratore di gru; Markus Büchel, vescovo della diocesi di San Gallo; Giorgio Calabrese, elettricista; Manuela Cattaneo, coordinatrice progetti umanitari; Andrea Cavalli, fisico; Franco Cavalli, oncologo; Bruno Cereghetti, consulente assicurazioni malattia; Thomas Cerny, medico; Fabrizio Ceppi, giornalista; Giosanna Crivelli, fotografa; Bice Curiger, curatrice; Pascal Couchepin, ex consigliere federale; Thomas Daum, ex direttore degli imprenditori svizzeri; Ivo Della Gana, docente; Jean-Marc Demierre, presidente della Federazione degli imprenditori del Canton Vaud; Dimitri, clown; Guido Domenighetti, medico; Ruth Dreifuss, ex consigliera federale; Daniel Eckmann, consulente; Walter Eich, idraulico; Aldo Ferrari, sindacalista; Hugo Fasel, direttore della Caritas; Urban Federer, abate del convento di Einsiedeln; Daniele Finzi Pasca, regista; Ivo Fürer, ex vescovo della diocesi di San Gallo; Max Friedli, ex direttore dell’Ufficio federale dei trasporti; Luca Gabutti, primario medicina; Augusto Gallino, medico; Bruno Gehrig, presidente del consiglio di amministrazione SWISS; Gabriele Gendotti, ex consigliere di stato TI; Pierre-Alain Gerber, conducente di autobus; Michele Ghielmini, oncologo; Thomas Giedemann, macchinista; Stefan Giger, segretario generale dell’SSP/VPOD; Esther Girsberger, imprenditrice; Felix Gmür, vescovo della diocesi di Basilea; Greis, musicista; Ugur Gültekin, moderatore joiz; Ulrich Gygi, presidente del consiglio di amministrazione delle FFS; Tina Hascher, pedagogista; Thomas Held, consulente culturale; Vincent Hennin, agente di movimento; Jacques Herzog, architetto; Hans Hess, ingegnere Politecnico di Zurigo; HuberHotz Annemarie, ex cancelliera federale; Annette Hug, scrittrice;
Gardi Hutter,clown;BennyJaberg,registadelfilm«Heimatland»;CarmenJaquier,coregista del film «Heimatland»; Arno Kerst, presidente Syna; Margrit Kessler, tutela dei pazienti; Sabine Koch, naturalista; Knackeboul, Rapper; Thomas Koerfer, regista; Elisabeth Kopp, ex consigliera federale; Georg Kreis, storico; Roland Kreuzer, segretario sindacale; Alice Kropf, infermiera specializzata, psichiatria HF; Olaf Kübler, ex presidente del Politecnico di Zurigo; Michael Künzle, sindaco; Benedikt Landolt, giudice cantonale; Elmar Ledergerber, ex sindaco di Zurigo; Melchior Lengsfeld, direttore Helvetas; Pedro Lenz, scrittore; Mattia Lepori, medico; Bruno Lezzi, ex redattore NZZ; Carlo Maggini, ex-direttore EOC; Pierre-Yves Maillard, presidente del Consiglio di Stato VD; Thomas Maissen, storico; Roberto Malacrida, medico; Christian Marazzi, economista; Carolina Marcacci Rossi, docente pretirocinio d’integrazione pensionata; Pietro Martinelli, ex-consigliere di stato; Dick Marty, ex membro del Consiglio degli Stati; Peter von Matt, germanista e scrittore; Blaise Matthey, segretario generale della Federazione delle imprese romande FER; Esther Maurer, direttrice Solidar Suisse; Jonas Meier, regista del film «Heimatland»; Isabella Medici Arrigoni, collaboratrice ONG; Pierre de Meuron, architetto; Ruth Metzler-Arnold, ex consigliera federale; nel consiglio di amministrazione di diverse aziende; Norbert Möslang, artista; Giorgio Mombelli, medico; Cristina Morinini, pensionata; Hanna Muralt Müller, ex vicecancelliera; Adolf Muschg, scrittore; Alberto Nessi, scrittore; Peter Niggli, esperto allo sviluppo; Claudia Neugebauer, docente; Tobias Nölle, regista del film «Heimatland»; Jean-Luc Nordmann, giurista; Giorgio Noseda, medico; Chiara Orelli Vassere, direttrice SOS Ticino; Massimo Paccioli, macchinista; Malu Pagnamenta, pensionata; Vasco Pedrina, economista; Monica Peduzzi, medico; Graziano Pestoni, sindacalista; Marco Peter, medico; Alessandra Piccaluga, accompagnatrice di treno; Otto Piller, ex direttore dell’UFAS; Fabio Pusterla, insegnante e scrittore; Pierluigi Quadri, medico; Rudolf Ramsauer, ex direttore di Economiesuisse; Niccolò Raselli, ex giudice federale; Paul Rechsteiner, avvocato; Fabio Regazzi, presidente dell’associazione industrie ticinesi; Giò Rezzonico, editore; Stelio e Silvia Righenzi; Ellen Ringier, presidente della fondazione Elternsein ed editrice; Pipilotti Rist, artista; Enrico Roggero, medico; Gian Antonio Romano, medico; Beppe Savary-Borioli, medico; Felix Schmid, avvocato; Walter Schmid, Università di Lucerna; Carlo Schönholzer, medico; Noémie Schwaller, editrice; Cristiana Sessa, oncologa; Peter Siegenthaler, ex direttore dell’Amministrazione federale delle finanze; Oswald Sigg, ex portavoce del Consiglio federale e vicecancelliere; Andreas Simmen, editore; Ivan Slatkine, presidente delle Federazioni delle imprese romande FER; Katja Snozzi, fotografa; Rolf Soiron, presidente del consiglio di amministrazione di Lonza; Marco Solari; Claudio Städler, neurologo; Markus Spillmann, ex caporedattore NZZ; Franz Steinegger, avvocato; Giampiero Storelli, architetto; Stress, rapper; Fritz Studer, banchiere; Peter Studer, avvocato mediatico; Martin Suter, scrittore; Jakob Tanner, storico; Angela Thiele, viceresponsabile del negozio Volg; Paolo Tognina, teologo evangelico; Marco Tognola, giornalista, Roveredo; Morris Trachsler, giocatore di hockey su ghiaccio ZSC; Clemens Truniger, medico; René Tschantz, capostazione; Giorgio Tuti, presidente del Sindacato svizzero del personale dei trasporti; Pietro Veglio; Benedikt Weibel, ex dirigente delle FFS; P. Martin Werlen OSB, ex abate del Convento di Einsiedeln; Yvonne Willems Cavalli, capo infermiera; Dieter P. Wirth, lic. Phil.; Adrian Wüthrich, presidente di Travailsuisse; Sébastien Zonca, macchinista di deposito; Emanuele Zucca, medico; Georges Zünd, direttore della Federazione degli imprenditori del Canton Vaud; e 40’000 altri firmatari