POLITICA E POTERE
Dopo Rocco, anche "Pippo" suona la carica per le Comunali. E il week-end al Conza è tutto politico. Lombardi: "Basta volgarità e scontri da circo!"
Il coordinatore del PPD lancia il congresso di domenica e propone di riflettere sulle aggregazioni: "Fino a che punto dobbiamo spingerli?"

LUGANO - “Domenica ci ritroveremo tutti al Conza di Lugano per il Congresso cantonale di lancio della campagna per le elezioni comunali.  Non sarà un congresso come gli altri: in verità si tratterà piuttosto di una festa popolare in onore della democrazia nella sua forma più immediata e vissuta: quella che unisce il cittadino ai suoi rappresentanti diretti a livello locale, dove senza troppi fronzoli ideologici si prendono le decisioni concrete che toccano la vita di ciascuno di noi, dei nostri figli e dei nostri anziani, delle nostre famiglie e delle associazioni locali in cui ci impegniamo”.
Questo l’appello al popolo azzurro lanciato sul settimanale del PPD, Popolo e Libertà, dal coordinatore del partito, Filippo Lombardi.
Il giorno prima, sabato 20 febbraio, ci sarà il grande raduno del PLR, lanciato alla grande dal presidente, Rocco Cattaneo, che ha esteso l’invito ai quasi duemila candidati del suo partito. Domenica 21 sarà la volta del congresso del PPD.

Scrive Lombardi nel suo editoriale: “In tempi di generale diffidenza verso la politica, di fuggi-fuggi dalle responsabilità personali e collettive, di scoramento per l’appiattimento e per la volgarità dominanti la vita politica ticinese (sempre meno confronto civile e sempre più scontri da circo), questa disponibilità dei nostri candidati merita di essere onorata! Dimostrano di persona che si può ancora credere nelle istituzioni, che ci si può battere con passione ma con rispetto, che se si vuole si può lavorare per il bene della comunità: dimostrano insomma che VALE LA PENA!
Domenica vogliamo dunque onorare chi ha dato e incoraggiare chi sta per dare. Ma vogliamo anche riflettere un momento sul futuro del Comune ticinese, al quale il Cantone e spesso anche la Confederazione tendono a togliere autonomia, trasferendo però compiti anche costosi. C’è bisogno di un equilibrio dare-avere in questo rapporto dialettico che mette a dura prova i Comuni, e vogliamo parlarne apertamente e senza fronzoli con alcuni nostri sindaci impegnati in prima linea.  Come c’è bisogno di capire fino a che punto si debbano spingere i processi di aggregazione, per non togliere radici e identità alla nostra gente e all’impegno degli stessi amministratori comunali”.

 

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