LUGANO – È stata confermata in appello la condanna di Boris Bignasca in merito al procedimento penale che vedeva il direttore del Mattinonline contrapposto a Paolo Bernasconi, alla Regione e al suo direttore Matteo Caratti e a Francesco Ricci, progect manager della Comsa. Il giudice Giovanna Roggero Will ha infatti ritenuto Bignasca colpevole dei reati di mancata opposizione a pubblicazione punibile, ingiuria, diffamazione e infrazione alla legge sulla concorrenza sleale. La condanna è frutto di diverse pubblicazioni apparse sul Mattinonline e sull'ex gratuito di via Monte Boglia "10 minuti". La Corte di appello ha dunque confermato la sentenza di primo grado, contro cui Bignasca e la Regione si erano appellati. Il deputato è stato condannato a una pena pecuniara di 8'100, sospesa condizionalmente per 2 anni e a una multa di 1'500 franchi. La Corte ha latresì accolto l'istanza di indennizzo di Regiopress (la società editrice della Regione) di circa 9500 franchi.Il caso insomma è chiuso. Al momento non risultano intenzioni di ricorrere al Tribunale Federale e, di conseguenza, la sentenza dovrebbe crescere in giudicato.