CHIASSO - Dopo che il Cantone ha inviato gli ispettori dell'Ufficio del lavoro al Max Museum l'audit non è più una proposta ma una necessità. Giorgio Fonio, insieme a tutto il PPD chiassese, torna all'attacco sul caso che sta infiammando la City e la sua campagna elettorale. "Nelle scorse settimane - si legge in una nota degli azzurri - alcuni nostri Consiglieri Comunali avevano presentato un’interrogazione documentata in merito alle condizioni di lavoro dei dipendenti del Centro Culturale Chiasso, in particolare al Max Museo e allo Spazio Officina. Il Municipio in pochi giorni aveva liquidato l’atto consiliare cassandolo unicamente come mossa pre elettorale e denunciando arbitrariamente un nostro aderente di aver volutamente divulgato il materiale (un verbale interno dell’assembla dei dipendenti) a poche settimane dalle elezioni nonostante questo gli fosse stato consegnato mesi prima. Non solo, l’Esecutivo in spregio alla realtà dei fatti aveva dichiarato che nessun dipendente si era mai rivolto a “sindacati o altri enti” per denunciare il malessere delle condizioni lavorative". "Ora - prosegue il comunicato - davanti alle rivelazioni odierne riportate oggi dalla stampa e cioè che il Cantone ha avviato un’inchiesta a seguito di segnalazioni provenienti “dall’interno del Comune” chiediamo al Municipio di effettuare il più rapidamente possibile un audit esterno. Mal si comprende la volontà dell’esecutivo e della Capo dicastero (Patrizia Pintus, ndr.) di non volersi chinare approfonditamente davanti ad accuse e segnalazioni puntuali, documentate e precise. Non vorremmo che vi sia l’intenzione velata di proteggere qualcuno sacrificando l’interesse di un’intera collettività".