MUZZANO - Il Corriere del Ticino scende in campo contro la tassa di collegamento. E lo fa di gran carriera con un editoriale firmato dal direttore Fabio Pontiggia. Il quotidiano insomma si schiera in vista della consultazione popolare del 5 giugno quando i ticinesi saranno chiamati a dire sì o a dire no al nuovo balzello. Pontiggia si scaglia senza mezzi termini contro la nuova tassa, sgranando un rosario di giudizi molto severi. Secondo il direttore del CdT il balzello voluto dal Governo e approvato dalla maggioranza del Gran Consiglio "è una vessazione, un accanimento contro chi lavora". "Una tassa - si legge nell'editoriale - che poggia su una premessa sbagliata, non confortata dai dati reali: e cioè che l’aumento del traffico motorizzato privato stia causando un continuo peggioramento dello stato dell’aria. È vero, invece, il contrario, come attestano inconfutabilmente le misurazioni costantemente effettuate dallo stesso Dipartimento del territorio: oggi l’aria in Ticino è meno inquinata di venti o trent’anni fa". "Ma la tassa - scrive ancora Pontiggia - è stata anche studiata e messa a punto malamente, con effetti palesi di iniquità. I posteggi dei commerci verrebbero colpiti con un balzello di un franco e 50 al giorno su ogni posto auto (quelli destinati ai clienti); i posteggi delle imprese riservati ai dipendenti verrebbero colpiti con un balzello più che doppio, cioè di 3 franchi e 50. Eppure i primi generano molti più movimenti, molto più traffico".E ancora: "Se gli oneri del balzello fossero assunti dai datori di lavoro, il presunto effetto deterrente sul traffico sarebbe nullo. Se invece fossero a carico dei dipendenti, ci sarebbe una stangata in busta paga (3,50 franchi al giorno fanno 770 franchi all’anno, molto più che l’aumento dei premi di cassa malati). E nella maggior parte dei casi non c’è alternativa all’auto". Infine, l'ultima stoccata: "Il balzello colpirebbe solo o principalmente i frontalieri? All’inizio c’è chi ha tentato di farlo credere, per sfruttare il clima anti-frontalieri che vige oggi in Ticino. Ma è una frottola grande come una casa: pagheremo soprattutto noi".