POLITICA E POTERE
Purtroppo è tutto vero: la manovra è una stangata! Su le stime immobiliari (+18%) e limite alle deduzioni di trasporto. Tagli nel sociale, nella formazione e sui disoccupati
Il Governo ha messo le carte in tavola

BELLINZONA - Su le stime immobiliari (+18%) e limitazione a 60 centesimo al km delle deduzioni chilometriche per uso del veicolo privato dal domicilio al luogo di lavoro. E poi tagli nel sociale e nella formazione attraverso la revisione di prestazioni nella formazione professionale e l’abolizione dell’art. 10 per l’indennità straordinarie di disoccupazione. O ancora il contenimento della spesa nel settore dell’assistenza sociale e della spesa per prestazioni complementari.

Il menù da 180 milioni per risanare le finanze cantonale è stato servito stamattina dal Consiglio di Stato. Una carta che, considerati gli obbiettivi, non poteva che essere pesantemente indigesto. Tanto che è lo stesso Governo a dichiararlo in premessa: "Siamo coscienti che le singole misure non sono certamente destinate a raccogliere un consenso unanime, ma riteniamo con convinzione che si tratta di una proposta pragmatica per concretizzare l’obiettivo prioritario del riequilibrio delle finanze cantonali". Tuttavia il Governo afferma che un'operazione di questa portata "impone una solida condivisione da parte di tutte le componenti politiche e quindi la necessità di trovare un certo equilibrio tra le varie misure che compongono il pacchetto".

I ministri, quindi, spiegano il metodo: "Il risanamento delle finanze dello Stato passa necessariamente dalla revisione e dal riordino dei compiti dello Stato, inteso come processo continuo di analisi del volume dell’offerta statale, dall’abrogazione di compiti o di prestazioni non più attuali, dal costante controllo ed adattamento dei parametri di erogazione dei sussidi, da una riorganizzazione dell’Amministrazione e da un aumento dei ricavi. In questo senso il Consiglio di Stato, pur focalizzando la propria attenzione sul ridimensionamento dell’evoluzione della spesa pubblica che emergeva dalle tendenze di Piano finanziario, ha dimostrato sin da subito una chiara disponibilità a rivedere anche le entrate del Cantone. La definizione delle condizioni di partenza chiare ha permesso al Consiglio di Stato di affrontare in modo pragmatico l’operazione di rientro finanziario, prescindendo da considerazioni settoriali, e pure di affrontare una serie di temi importanti e controversi, destinati a sollevare discussioni in sede parlamentare e fra la popolazione. In modo pragmatico sono pure stati affrontati i rapporti con i Comuni, i quali sono stati attivamente coinvolti per quanto riguarda le misure che avevano impatto sui flussi finanziari tra i due livelli istituzionali e hanno pertanto potuto esprimere una serie di osservazioni e proposte, opportunamente valutate e considerate dal Consiglio di Stato.

Riassunto delle principali misure

Il pacchetto di riequilibrio finanziario comprende diverse misure che possono essere raggruppate in base ad alcune aree di intervento predeterminate:

• riorganizzazione dell’Amministrazione, area che comprende interventi sull’organizzazione che permettono di produrre gli stessi servizi secondo modalità diverse a costi più contenuti, come ad esempio: la revisione dell’Ufficio tecnico del Servizio circolazione e la chiusura parziale delle sedi periferiche degli Uffici di esecuzione, fallimenti, registri e stato civile; inoltre è stata stabilita una riduzione di personale da raggiungere attraverso misure riorganizzative non ancora definite;

• revisione di prestazioni, area nella quale confluiscono le misure che prevedono un adeguamento delle prestazioni fornite dallo Stato, come ad esempio: il riorientamento attraverso misure a sostegno dell’autonomia e della conciliabilità in ambito di politica familiare, la revisione di prestazioni nella formazione professionale e l’abolizione dell’art. 10 per l’indennità straordinarie di disoccupazione della Lrilocc1 ;

• contenimento della spesa sulla legislatura, area in cui confluiscono tutte le misure sulla spesa che limitano i valori di tendenza di Piano finanziario nel periodo di riferimento della legislatura, come ad esempio: l’ulteriore effetto dovuto alla riforma Ripam del 2015, il contenimento della spesa nel settore dell’assistenza sociale e il contenimento della spesa per prestazioni complementari;

• aumento dei ricavi, come ad esempio: l’aggiornamento quadriennale dei valori di stime degli immobili (aumento dei valori di stima del 18.03%), il riallineamento delle imposte di circolazione e l’adeguamento delle deduzioni chilometriche per uso del veicolo privato dal domicilio al luogo di lavoro in ragione dei mutati costi di gestione e d’uso delle automobili;

• aumento dei ricavi sulla legislatura, area in cui confluiscono tutte le misure che permettono un aumento dei ricavi nel corso della legislatura rispetto a quanto indicato nelle tendenze di Piano finanziario, come ad esempio: gli introiti della nuova stazione di controllo sull’autostrada A2 in territorio di Balerna, l’adeguamento della tendenza relativa al ricupero spese della commissione legge acquisto fondi esteri (LAFE) e l’adeguamento dell’importo per sequestri targhe;

• relazioni finanziarie con i Comuni, a compensazione dei benefici indotti dalla manovra a vantaggio dei Comuni, viene stabilito che a partire dal 2017 la partecipazione al finanziamento dei compiti cantonali sarà di 36.73 milioni di franchi.

Le competenze

La manovra di riequilibrio finanziario prevede quindi delle misure per un totale di 185 milioni di franchi, di cui 72 richiamano le competenze decisionali del Gran Consiglio e 113 rientrano invece nelle competenze del Consiglio di Stato. Tutte le misure di competenza del Parlamento sono di natura strutturale, mentre quelle di competenza del Consiglio di Stato possono correggere in modo durevole la crescita futura oppure anche avere degli effetti finanziari limitati al periodo di legislatura (queste sono state esposte nei capitoli “Contenimento della spesa sulla legislatura” e “Aumento dei ricavi sulla legislatura”); queste ultime dovranno quindi essere confermate successivamente per garantirne la continuità. È così che, con riferimento al 2019, le misure strutturali sono quantificate a 147 milioni di franchi, di cui: • 67 milioni di franchi rientranti nelle competenze del Gran Consiglio e 80 milioni in quelle del Consiglio di Stato.

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