POLITICA E POTERE
Nuovo capo dei giudici dei provvedimenti coercitivi. Gli esperti dicono Solcà ma il Gran Consiglio sceglierà Albisetti
Per la successione di Edy Meli la Commissione di esperti ha ritenuto "particolarmente idonea" Claudia Solcà, ma il PPD sceglie Albisetti e gli altri (tranne il PS) seguono
BELLINZONA - Non è la prima volta che succede e non sarà neanche l'ultima. Ma ogni volta che accade il sistema di nomina dei magistrati in Ticino esibisce la sua contraddizione maggiore, la sua foglia di fico. Il Gran Consiglio lunedì sarà chiamato ad eleggere il successori di Edy Meli alla presidenza dell’Ufficio dei giudici dei provvedimenti coercitivi (Gpc). Vale a dire del capo dei giudici chiamati a confermare o meno i provvedimenti dei procuratori pubblici durante le inchieste, in particolare quelli che riguardano la detenzione. Per sostituire Meli (di area socialista) sono in lizza due candidati di area pipidina: Claudia Solcà e Maurizio Albisetti.Entrambi sono attivi come giudici dei provvedimenti coercitivi ed entrambi sono ritenuti idonei dalla Commissione di esperti indipendenti presieduta dal giudice del Tribunale federale Aldo Borella e chiamata a vagliare le candidature. Ma, come rivela la Regione, solo uno dei due candidati è ritenuto particolarmente idoneo dalla Commissione. Si tratta di Claudia Solcà. Tuttavia, secondo la ricostruzione del quotidiano bellinzonese, il gruppo parlamentare Ppd ha deciso di sostenere Albisetti. Lega e PLR, a quanto pare, non intendono interferire sulla scelta dei pipidini. Gli unici a preferire Solcà sono i socialisti. E di conseguenza il candidato sembra avere la strada spianata verso la nomina. E a proposito di socialisti e di giudici ei provvedimenti coercitivi, il capogruppo Ivo Durisch si schiera contro la proposta del Governo, inserita nella manovra di risanamento finanziario, di tagliare 1 giudice su 4. "Quell'ufficio - spiega Durisch alla Regione - ha competenze molto delicate: è tenuto fra l’altro a convalidare o meno gli arresti e quindi la detenzione preventiva, a pronunciarsi sulla proroga di quest’ultima, ad autorizzare o meno i controlli telefonici. Parliamo di giudici che svolgono anche una funzione di garanzia. Oltretutto, dalle informazioni che ho non risulta che gli incarti siano diminuiti. Alla luce di tutto ciò, il risparmio annuo di 256mila franchi che la misura comporterebbe non trova nemmeno una giustificazione finanziaria".
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