POLITICA E POTERE
Tassa di collegamento, il duello si incendia. Zali ci va giù durissimo: "Dalle associazioni economiche solo slogan e parole". E il Mattino lo ritrae come il Robin Hood ticinese
In vista della votazione del 5 giugno il ministro leghista affonda il colpo contro il avversari: "Sconcerta la totale mancanza di pro­gettualità e di proposte da parte loro sul traffico. Come se non fosse questione che li riguarda"

BELLINZONA - La battaglia sulla tassa di collegamento si fa sempre più incandescente. In vista dell'esito della votazione del 5 giugno, i duellanti non si risparmiano accuse e stoccate. E oggi è Claudio Zali ad affondare il colpo contro gli avversarsi: le Associazione economiche.

Da voi solo slogan e parole, tuona il Consigliere di Stato dalle colonne del Mattino della Domenica. E il foglio leghista lo ritrae in prima pagina come un Robin Hood ticinese che lotta contro i "borsoni", ovvero i rappresentanti dell'economia. "La tassa di collegamento - premette Zali sul domenicale - non è una bacchetta magica e non farà sparire d’incanto il traffico. E’ però uno strumento sicu­ramente utile ed incisivo, che fa parte di una precisa strategia che tenta di salvare le nostre strade più trafficate dal collasso quotidiano".

Poi va all'attacco: "Il mondo economico - scrive - si è mobilitato contro la tassa di collegamento con uno spie­gamento di forze degno veramente di miglior causa. E’ comprensibile che i 196 grandi generatori di traffico di questo Cantone non ci stiano ad es­sere chiamati alla cassa in favore del trasporto pubblico con una tassa ba­sata sul numero di posteggi che met­tono a disposizione. Quello che però sconcerta è la totale mancanza di pro­gettualità e di proposte da parte loro per tentare di arginare il problema del traffico da loro causato. Come se non fosse questione che li riguarda".

"Per le Associazioni economiche, in altri ter­mini - insiste il ministro leghista - il traffico è una sorta di effetto collaterale delle loro attività che i cit­tadini devono pazientemente soppor­tare. Nessuna assunzione di responsabilità, nessuna proposta con­creta. Al limite un po’ di mobilità aziendale, a patto che sia lo Stato a sovvenzionarla". "Non tutti - termina Zali - sono così, e ringrazio anche in questa occasione la minoranza di imprenditori illumi­nati che ha già adottato misure con­crete, a proprie spese, per ridurre il volume del traffico generato. Il Rego­lamento d’applicazione alla tassa di collegamento tiene conto di questi sforzi. Per gli altri, invece, ci vuole la tassa di collegamento. Se le imprese assoggettate ci metteranno la mede­sima energia e i mezzi che dispiegano oggi per evitare che essa entri in vi­gore, sono convinto che si potranno ottenere dei risultati importanti a be­neficio della mobilità di tutti".

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