Lucibello a tutto campo: "Imprenditori considerati come delinquenti che fanno dumping e assumono solo frontalieri. Colpa di un populismo spinto all'inverosimile. Le barriere nei centri commerciali? Vedremo..."
Il presidente della DISTI: "Non abbiamo mai difeso le pecore nere, i datori di lavoro che non rispettano le regole. Eppure... Siamo sotto pressione da ogni parte"
Lo sfogo di Luca Albertoni: "Alla fine è sempre e solo colpa delle aziende". E racconta il caso del progetto "Largo" dove la Svizzera "ancora un volta" vuole essere più zelante dell'Unione Europea
16 GIUGNO 2016
CRONACA
Lo sfogo di Luca Albertoni: "Alla fine è sempre e solo colpa delle aziende". E racconta il caso del progetto "Largo" dove la Svizzera "ancora un volta" vuole essere più zelante dell'Unione Europea
16 GIUGNO 2016
LUGANO – “Sembra che l’economia rappresenti il peggiore dei mali. La si vuole bloccare e ostruire in tutti i modi. Non si pensa a chi crea posti di lavoro e benessere per questo cantone: ci si limita a considerare gli aspetti negativi e quanto fanno alcune pecore nere”. Il presidente della DISTI, l’associazione mantello della grande distribuzione, si sfoga in un’intervista concessa a LaRegione.
Per lui le “pecore nere” sono “quei datori di lavoro che praticano il dumping salariale, che non rispettano le regole del gioco”.
L’economia non li ha mai difesi, anzi, aggiunge, “eppure, quando uno fa l’imprenditore sembra che sia un delinquente che sfrutta, fa dumping e assume solo frontalieri. È colpa anche di un certo tipo di politica”, di “un populismo oramai portato all’inverosimile”.
Poi Lucibello torna sui frontalieri: “Vero, ci sono aziende che assumono solo frontalieri. Alcune di queste sono però tra i maggiori contribuenti. E si tende a dimenticarlo. Ci si concentra su una sterile lotta al frontalierato”.
Con la politica, secondo il presidente della DISTI, Manca un po’ di dialogo costruttivo necessario per andare avanti: a breve arriverà la Riforma III delle imprese e tante aziende potrebbero lasciarci. Non siamo competitivi dal punto di vista fiscale: si paga il doppio di imposte per la metà dei servizi. Insomma, siamo sotto pressione da tutte le parti. E, come se ciò non bastasse, ci mettiamo del nostro per peggiorare le cose”.
Il riferimento è alla tassa di collegamento, che la DISTI e le associazioni economiche hanno combattuto. Arriveranno barriere e parcheggi a pagamento nei centri commerciali?
Questa sarebbe la soluzione più semplice, dice Lucibello. “Ognuno farà i suoi conti: non sarà di sicuro 15 centesimi per cliente come ha stimato qualcuno. Andranno ammortizzati eventuali investimenti per barriere eccetera. Forse la tariffa sarà tra i 50 centesimi e il franco l’ora. Ma per adesso sono solo supposizioni. Fra un mese ne sapremo di più”.
Lucibello assicura che la DISTI non ricorrerà contro la nuova tassa, che rischia di essere bocciata dai tribunali.
red
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