"Particolarmente scandaloso - scrivono ancora quelli del sindacato - è poi il meccanismo di finanziamento della commissione di controllo, cui spetterebbe il compito di vigilare sull'applicazione corretta del CCL: alla cassa vengono chiamati praticamente solo i lavoratori con un contributo di 60 franchi annui a testa, mentre i datori di lavoro se la cavano con 50 franchi all'anno indipendentemente dal numero di dipendenti. Un dato che testimonia la totale assenza di volontà da parte padronale di costituire una vera comunità contrattuale e di dotarsi dei mezzi sufficienti per garantire il rispetto del contratto.Alla luce di tutte queste considerazioni, centinaia di lavoratrici e lavoratori che Unia ha consultato sui luoghi di lavoro e nell'ambito di numerose assemblee sul territorio nelle ultime settimane, hanno manifestato ferma opposizione a questo contratto, che non risponde minimamente né alle loro aspettative, né ai bisogni del settore e del mercato del lavoro. Il personale esprime preoccupazione per questo regalo ai colossi della grande distribuzione, che potranno usufruire dell'estensione degli orari previsti dalla nuova legge a costo zero, senza dover concedere nulla come contropartita. A farne le spese saranno i piccoli commerci che si vedranno confrontati con un'accresciuta concorrenza da parte dei centri commerciali e di soggetti particolarmente interessati a livelli salariali bassi e dunque al nostro territorio".