POLITICA E POTERE
La candidatura di Giovanna Masoni ai vertici del LAC infiamma la politica luganese. La Lega: "Ci opporremo compatti alla sua nomina. Con lei il neomunicipale Badaracco sarebbe sotto tutela"
Il Mattino dopo la nota del PLR a sostegno dell'ex vicesindaco: "*La Lega vuole un chiaro segnale di discontinuità rispetto alla passata gestione della cultura. Con Masoni 4 membri su 5 del Comitato direttivo sarebbero di area liberale"
LUGANO – La Lega leva gli scudi contro la nomina dell’ex vicesindaco di Lugano Giovanna Masoni nel consiglio direttivo dell’ente autonomo LAC. Il clima politico si scalda, dunque, dopo il comunicato stampa dei giorni scorsi con il quale la sezione PLR di Lugano garantiva pieno e incondizionato appoggio all’ex responsabile del Dicastero cultura. Masoni ha “Il profilo e le competenze idonei a ricoprire tale funzione nel Consiglio direttivo, senza dimenticare il bagaglio di esperienza maturata nel corso degli ultimi 12 anni dalla posa della prima pietra”, si leggeva nella nota. Le nomine dei vertici del LAC erano previste domani sera, lunedì, durante il Consiglio comunale. Ma sono state rinviate. La Lega e i municipali leghisti non vogliono che Giovanna Masoni entri nel LAC, in quanto sarebbe una sorta di “capodicastero ombra”, soprattutto se alla fine diventasse presidente dell’Ente.

I liberali radicali, scrive oggi il Mattino, non sembrano rendersi conto che, per tener su ad ogni costo la coda all’ex capodicastero cultura, stanno prendendo a pesci in faccia il capodicastero attuale, il neo¬municipale Roberto Badaracco. Il quale, con Masoni presidente del LAC, verrebbe di fatto messo “sotto tutela”. “Non ci pare che il buon Badaracco abbia già bisogno di una badante! Ma sembra invece che il suo partito la pensi diversamente…”.

Dei 5 membri che comporranno il Comitato direttivo del LAC, tre sono fissi: direttore del Dicastero cultura, capodicastero finanze, capodicastero cultura. Il Consiglio comunale dovrà quindi nominarne due. Uno dei quali dovrebbe essere l’ex direttore dell’UBS Giovanni Crameri. L’ultima poltrona è quella rivendicata da Giovanna Masoni. E secondo il Mattino i conti non tornano dal profilo partitico, in quanto 4 membri su 5 sarebbero di area o militanti del PLR. “L’unico non PLR sarebbe il capodicastero finanze Michele Foletti”.

Vista la maretta, si legge sempre nell’articolo del Mattino, il Municipio con l’accordo della presidenza del Consiglio comunale ha deciso di rinviare in autunno la nomina del CdA del LAC. “Nel frattempo si spera che i partiti riescano a partorire una soluzione che stia in piedi (quindi senza Masoni). È evidente che la Lega non si sogna di appoggiare la rentrée dell’ex vicesindaca e voterà compatta contro una sua candidatura”.

Se però, conclude il Mattino, “Masoni riuscisse comunque ad imporre la pro¬pria ingiustificata presenza, ci auguriamo che si renda conto che non farà un favore al LAC. Perché una simile imposizione di certo non migliorerebbe il clima politico attorno alla struttura. La Lega vuole un chiaro segnale di discontinuità rispetto alla passata ge¬stione della cultura e del LAC”.

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