POLITICA E POTERE
"Una delle poche teste lucide, indipendenti e rivoluzionarie che il Ticino abbia avuto". Così Rusconi ricorda Soldati, e quella sua frase celebre: "Fermezza nel cedimento". "Ciao Gianfranco, e un arrivederci sui banchi della politica celeste"
L’ex presidente dell’UDC: "Lo conobbi una ventina d’anni fa tramite il Nano, con il quale aveva un rapporto di amore e odio, ma tra i due c’era stima e rispetto reciproco"
POLITICA E POTERE

Lutto nel mondo della politica. Gianfranco Soldati è morto in Istria in seguito a una grave caduta. Fu deputato per vent'anni e uno dei leader della destra ticinese

08 LUGLIO 2016
POLITICA E POTERE

Lutto nel mondo della politica. Gianfranco Soldati è morto in Istria in seguito a una grave caduta. Fu deputato per vent'anni e uno dei leader della destra ticinese

08 LUGLIO 2016
LUGANO – “Una delle poche teste lucide, indipendenti e rivoluzionarie che la politica ticinese abbia avuto”. Così, commosso dalla tragica scomparsa di Gianfranco Soldati, l’ex presidente dell’UDC Pierre Rusconi ricorda la sua figura.

“L’ho conosciuto una ventina d’anni fa tramite Giuliano Bignasca – racconta -, con il quale Gianfranco aveva un rapporto di amore e odio, ma tra i due c’era grande stima e rispetto reciproco. Era una bella persona, certo, con un carattere non facile. Ma anche questo faceva parte del suo modo di essere. È stato un uomo che aveva il coraggio delle proprie idee e anche di cambiarle. Un politico che non ha mai cercato poltrone e vantaggi, ma ha sempre combattuto per ciò in cui credeva, fosse giusto e sbagliato”.

Rusconi è stato collega di Gran Consiglio di Soldati per alcuni anni. Le carriere dei due si sono incrociate a Bellinzona.

“Ricordo i suoi interventi focosi, la sua capacità oratoria, e quella frase storica che ripeteva spesso quando criticava la ‘politica della fermezza nel cedimento’. Una frase  che si adatta benissimo a quel che la politica ticinese ha fatto e sta facendo. Una frase che racchiudeva e sintetizzava il Soldati-pensiero”.

Per una manciata di voti, una ventina soltanto, Soldati non riuscì a entrare in Consiglio Nazionale. “Ne soffrì. Sarebbe stato il coronamento più che meritato della sua lunga carriera politica – ricorda Rusconi, e conclude con un pensiero affettuoso: “Un saluto di cuore caro Gianfranco, e un arrivederci sui banchi della politica celeste. Ai suoi cari, sentite condoglianze”.

emmebi

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